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Ue sotto shock per le parole di Trump: “Zelensky? Dittatore e comico mediocre”

Si inasprisce il confronto tra l’ex presidente statunitense Donald Trump e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, con dichiarazioni sempre più dure e posizioni che rischiano di compromettere il fragile equilibrio diplomatico tra Washington, Kiev, Mosca e l’Unione Europea. Le ultime esternazioni di Trump su Truth Social hanno sollevato reazioni preoccupate non solo in Ucraina, ma […]

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Si inasprisce il confronto tra l’ex presidente statunitense Donald Trump e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, con dichiarazioni sempre più dure e posizioni che rischiano di compromettere il fragile equilibrio diplomatico tra Washington, Kiev, Mosca e l’Unione Europea. Le ultime esternazioni di Trump su Truth Social hanno sollevato reazioni preoccupate non solo in Ucraina, ma anche tra i principali leader europei, in un momento già delicato per il processo di pace e la stabilità internazionale.

L’attacco di Trump e la replica di Zelensky

In un post pubblicato sulla sua piattaforma Truth Social, Donald Trump ha rivolto parole al vetriolo nei confronti di Volodymyr Zelensky, definendolo un “dittatore mai eletto” e un “comico mediocre”.
Secondo il presidente americano, Zelensky sarebbe responsabile di non aver indetto nuove elezioni in Ucraina a causa della legge marziale e lo ha accusato, senza prove, di avere una popolarità ferma al 4%.
Trump ha inoltre ribadito una narrativa vicina alle posizioni del Cremlino, affermando, con concetti “discutibili”, che il conflitto con la Russia sia stato avviato dal governo di Kiev, infine accusando Zelensky di aver sfruttato l’alleanza con gli Stati Uniti per ottenere ingenti finanziamenti.

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La risposta del leader ucraino non si è fatta attendere. Zelensky ha replicato con fermezza, sottolineando come Trump viva in una “bolla di disinformazione russa” e respingendo le accuse di illegittimità e impopolarità. Ha citato i dati di un recente sondaggio del Kyiv International Institute of Sociology, secondo cui il suo indice di gradimento resta stabile al 57%. Zelensky ha anche criticato l’atteggiamento dell’ex presidente americano, accusandolo di favorire indirettamente il Cremlino e di compromettere gli sforzi per la pace.

La reazione internazionale: preoccupazioni e condanne

Le dichiarazioni di Trump hanno suscitato una forte reazione a livello internazionale, in particolare in Europa. Il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha definito le affermazioni “false e pericolose”, mentre la ministra degli Esteri Annalena Baerbock ha ribadito che le vere dittature si trovano in Russia e Bielorussia, non in Ucraina. Anche Friedrich Merz, leader della CDU e possibile prossimo cancelliere tedesco, ha espresso sconcerto per quella che ha definito una “inversione tra vittima e colpevole”, allineandosi alle preoccupazioni europee sulla crescente diffusione della propaganda russa.

In Francia, il presidente Emmanuel Macron, che la prossima settimana sarà in visita ufficiale alla Casa Bianca, ha mantenuto una posizione prudente, ma fonti dell’Eliseo riferiscono di una crescente preoccupazione per l’impatto che tali dichiarazioni potrebbero avere sugli sforzi diplomatici in corso. La portavoce del governo francese ha espresso perplessità sulla posizione americana, sottolineando la difficoltà di comprendere la logica dietro le recenti dichiarazioni di Trump.

Negli Stati Uniti, anche esponenti del Partito Repubblicano hanno preso le distanze dalle parole dell’ex presidente. L’ex vicepresidente Mike Pence ha ricordato che “l’Ucraina non ha iniziato questa guerra”, attribuendo la responsabilità a Mosca per l’invasione non provocata e sottolineando la necessità di una politica estera fondata sulla verità.

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L’Europa tra prudenza e decisioni strategiche

Mentre il dibattito transatlantico si infiamma, l’Unione Europea cerca di mantenere una linea di fermezza contro il Cremlino. Proprio oggi, Bruxelles ha approvato il sedicesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia, nel tentativo di aumentare la pressione economica su Mosca. L’alto rappresentante dell’UE per la politica estera, Kaja Kallas, ha dichiarato che “il Cremlino non spezzerà la nostra determinazione”.

Nel frattempo, il presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa ha avviato consultazioni bilaterali con i 27 Stati membri per valutare nuove forme di sostegno a Kiev e discutere possibili garanzie di sicurezza. Secondo fonti diplomatiche, si valuta l’ipotesi di un Consiglio Europeo straordinario per delineare una strategia comune in risposta alla crescente pressione americana e alla minaccia russa.

Parallelamente, Emmanuel Macron ha convocato un vertice con i principali leader europei, al quale hanno partecipato anche il Canada e altri Paesi alleati. L’incontro, soprannominato “il summit degli esclusi”, è stato interpretato come una risposta alla crescente influenza di Washington nei negoziati internazionali. La prossima settimana Macron volerà negli Stati Uniti per incontrare nuovamente Trump, con l’obiettivo di chiarire la posizione europea e scongiurare ulteriori tensioni.

Prospettive future e incertezze geopolitiche

L’intensificarsi dello scontro verbale tra Trump e Zelensky aggiunge ulteriori elementi di incertezza a un contesto già fragile. L’Europa si trova a dover bilanciare la propria posizione tra il sostegno all’Ucraina e il mantenimento di rapporti strategici con gli Stati Uniti. Tuttavia, le dichiarazioni dell’ex presidente americano rischiano di alimentare le tensioni e di compromettere i delicati negoziati in corso.

Mentre il mondo osserva con apprensione l’evolversi della situazione, resta da vedere se l’Unione Europea saprà mantenere una posizione coesa e se la Casa Bianca, sotto la guida di Trump, riuscirà a portare avanti un dialogo costruttivo senza compromettere la stabilità internazionale.

Nel frattempo, in Ucraina, il conflitto continua a mietere vittime e a devastare il territorio, mentre il popolo ucraino guarda con speranza e timore agli sviluppi della politica internazionale.

Mario Nascimbeni
Mario Nascimbeni
Giornalista professionista, collabora con testate nazionali. Ha base operativa a Roma, ma la sua professione lo porta in ogni parte del mondo.
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6 persone hanno commentato. La discussione è aperta...

    • A parte terrapiattisti ealtre stupidaggini come lo chiamerebbe uno che appena salito al potere ha messo fuorilegge tutti i partiti dell’opposizione e delle minoranze etniche ?

    • Non sto dicendo che Zelensky sia meglio di Putin , sto solo dicendo che gli Ucraini (e non solo loro) hanno il sacrosanto diritto di di difendersi.
      Lasciare che lo Zar si fagociti , uno alla volta , gli ex stati dell’Urss , per tenerselo buono è una strategia suicida.
      C’erano degli accordi che garantivano la sovranità dell’Ucraina in cambio delle testate nucleari alla Russia , e al Cremlino se ne sono fottuto bellamente…Su Trump nemmeno mi esprimo: è un altro segno che l’umanità merita l’estinzione.

  1. Trump ha ragione ,Zelensky è stato messo su dai democratici americani per mero interesse per sfruttare le risorse ucraine nelle zone russofone, con interesse particolare del figlio di Biden con le mani in molti affari e appena graziato dal padre da una condanna a 25 anni …. la guerra è iniziata nel 2014 con gli ucraini che hanno massacrato i russofoni …era logico che Putin reagisse…
    Fin ora non ho sentito alcun ucraino che parlasse bene di Zelensky anzi ….

    • “Come Shylock, ora Trump esige una parte del petto di Zelensky, senza far spargere una sola goccia di sangue. Perché, si sa, il debito deve essere pagato, che si tratti di drammi shakespeariani o di politica internazionale. Certo, nel caso di Trump, l’interesse per il pagamento sembra più grande del debito stesso. Un classico!”

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