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Trump e Zelensky, l’incontro degenera in scontro: che cosa si sono detti

Trump e Zelensky si sono incontrati, ma i sorrisi iniziali si sono presto trasformati in minacce e offese nella Stanza Ovale. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e il leader ucraino Volodymyr Zelensky, si sono lasciati in un modo per cui è stata annullata la conferenza stampa congiunta prevista dopo il loro incontro ufficiale […]

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Trump e Zelensky si sono incontrati, ma i sorrisi iniziali si sono presto trasformati in minacce e offese nella Stanza Ovale. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e il leader ucraino Volodymyr Zelensky, si sono lasciati in un modo per cui è stata annullata la conferenza stampa congiunta prevista dopo il loro incontro ufficiale con il presidente americano che invita l’ospite ad uscire, chiedendogli di andar via.

Lo scontro, che ha coinvolto anche il vicepresidente JD Vance, si è consumato nello Studio Ovale e ha visto il dibattito degenerare rapidamente impantanandosi in una discussione accesa sulla situazione dell’Ucraina.
L’incontro, inizialmente incentrato sulla firma di un accordo riguardante le terre rare, ha presto assunto toni infuocati quando Zelensky ha richiamato l’attenzione sul mancato intervento occidentale durante l’annessione della Crimea nel 2014 da parte della Russia. Trump è immediatamente intervenuto per correggere il leader ucraino, sostenendo che l’occupazione fosse avvenuta nel 2015, salvo poi essere contraddetto dal suo stesso vicepresidente, JD Vance.

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Il confronto si è ulteriormente acceso quando Zelensky ha ricordato il fallimento di precedenti accordi di cessate il fuoco, firmati con Francia e Germania nel 2019, poi infranti dalla Russia. “Di che tipo di diplomazia stiamo parlando?” ha chiesto il leader ucraino, rivolgendosi direttamente a Vance. La risposta del vicepresidente è stata dura: “Parliamo di una diplomazia che possa realmente porre fine alla distruzione dell’Ucraina. Venire nello Studio Ovale e alimentare polemiche di fronte ai media americani non è rispettoso”.

Trump e Zelensky hanno poi toccato il delicato tema del reclutamento dei soldati ucraini. Vance ha accusato Zelensky di essere in difficoltà nel reperire truppe per il conflitto, insinuando che le visite ufficiali in Ucraina siano gestite come “tour di propaganda”. Il presidente ucraino ha cercato di ribattere, riconoscendo le difficoltà legate alla guerra, ma è stato più volte interrotto.

Il confronto ha raggiunto l’apice quando Zelensky ha affermato che anche gli Stati Uniti, pur essendo lontani dal conflitto grazie all’oceano che li separa, ne avvertiranno presto le conseguenze. La frase ha infastidito Trump, che ha replicato in modo diretto: “Non ci dire cosa sentiremo. Stiamo cercando di risolvere un problema, non sei nella posizione di dettare nulla. Tu stai giocando con la Terza Guerra Mondiale”.

L’alterco ha continuato con il presidente americano che ha sostanzialmente dato dell’ingrato a Zelensky, sottolineando il massiccio supporto finanziario fornito dagli Stati Uniti all’Ucraina, evidenziando come “senza le nostre armi, la guerra sarebbe finita in due settimane”. Zelensky ha ribattuto con un’affermazione pungente: “In tre giorni, l’ho già sentito da Putin”. Un commento che ha ulteriormente inasprito il tono del dibattito.

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Trump ha quindi insistito sulla necessità di trovare una soluzione diplomatica, affermando che un cessate il fuoco sarebbe essenziale per fermare le ostilità. “Se puoi ottenere un cessate il fuoco, lo prendi. Così le pallottole smettono di volare”, ha dichiarato il presidente americano, sottolineando che l’Ucraina dovrebbe essere più riconoscente per il supporto ricevuto dagli Stati Uniti.

Il confronto si è concluso con toni ancora tesi prima che la stampa venisse allontanata dalla sala. Donald Trump ha poi chiesto a Volodymyr Zelensky di lasciare la Casa Bianca e di andarsene. “Può tornare quando sarà pronto per la pace”, ha scritto su Truth accusando il leader ucraino “di aver mancato di rispetto agli Stati Uniti”.

“Oggi alla Casa Bianca abbiamo avuto un incontro molto significativo”, ha scritto il presidente americano su Truth. “È sorprendente ciò che emerge dalle emozioni e ho stabilito che il presidente Zelensky non è pronto per la pace se l’America è coinvolta, perché ritiene che il nostro coinvolgimento ci dia un grande vantaggio nei negoziati. Non voglio vantaggi, voglio Pace. Ha mancato di rispetto agli Stati Uniti d’America nel loro amato Studio Ovale. Potrà tornare quando sarà pronto per la pace”.

“Scontro storico” ha dichiarato irill Dmitriev, direttore del Fondo russo per gli investimenti diretti e uno dei negoziatori russi nei colloqui russo-americani svoltisi il 18 febbraio in Arabia Saudita. Lo ha scritto su X.

“Il porco insolente ha finalmente ricevuto una bella sberla nello Studio Ovale. E Donald Trump ha ragione: il regime di Kiev sta giocando con la Terza Guerra Mondiale”. Lo scrive l’ex presidente russo Dmitri Medvedev su X dopo lo scontro alla Casa Bianca tra i presidenti americano e ucraino. (ANSA).

Mario Nascimbeni
Mario Nascimbeni
Giornalista professionista, collabora con testate nazionali. Ha base operativa a Roma, ma la sua professione lo porta in ogni parte del mondo.
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2 persone hanno commentato. La discussione è aperta...

  1. Mi aspettavo che Trump desse un pugno in testa a Zelensky alla Bud Spencer….
    Ma che cosa voleva fare Zelensky? Ormai il paese è perso, grazie a lui burattino di Biden e di suo figlio, come le prossime generazioni doveva solo firmare e la guerra sarebbe finita entro pochi giorni ….. Putin si prenderà le regioni russofone e Trump il resto del paese come risarcimento spese …..

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