Truffa dello specchietto a San Donà: si fermano i carabinieri e il danneggiato fila via

ultimo aggiornamento: 22/07/2020 ore 08:54

872

Truffa dello specchietto a San Donà: si fermano i carabinieri e il danneggiato fila via

Truffa dello specchietto sempre più o meno in auge, gli automobilisti devono fare attenzione. L’ultimo episodio a San Donà.

Un auto ha inseguito un’altra vettura con a bordo una ignara coppia di turisti danesi 50enni, l’ha fatta fermare e ha cercato di farsi consegnare del denaro, insistendo che la somma gli fosse dovuta perché il conducente, a detta dell’inseguitore, gli aveva rotto lo specchietto della macchina. Invece era tutto falso.

Secondo i Carabinieri si tratta della classica “truffa dello specchietto” appunto: il truffatore avvicina la vittima, pretendendo del denaro come risarcimento per avergli rotto uno specchietto dell’auto durante una fantomatica manovra avvenuta poco prima.

Questa volta però si trovava a transitare sul luogo del misfatto ieri, lunedì mattina, all’altezza di Caposile, una pattuglia della Stazione Carabinieri di Cavallino Treporti.

I militari si sono subito accorti che qualcosa non tornava quindi hanno deciso di procedere ad un controllo. Alla vista dei Carabinieri, però, il conducente della prima autovettura risaliva frettolosamente in auto allontanandosi. Ma non gli è servito dato che è stato inseguito, raggiunto e fermato dalla pattuglia.

Si scoprirà così che il guidatore, a bordo di un’Alfa Romeo, modello 147 di colore grigio, era un giovane 22enne, residente ad Adrano (CT), ma di fatto senza fissa dimora, già con un lungo elenco di denunce da parte delle forze dell’ordine per varie truffe.

Soccorsa anche la coppia di turisti, che ha presentato poi formale denuncia. Veniva così accertato che il giovane aveva messo in atto l’ennesimo reato con “truffa dello specchietto” che si concretizza, appunto, con una immotivata richiesta risarcitoria. L’uomo, inoltre, risulterebbe fare parte dei così detti “Camminanti” (o “Caminanti”), gruppo nomade diffuso soprattutto in Sicilia.

Scattata la perquisizione personale e veicolare nei suoi confronti, veniva rinvenuto un pezzo di cuoio con dei fori dove erano stati applicati dei chiodi nonché un pastello di colore nero, strumenti utilizzati per provocare dei segni e delle rigature alla carrozzeria al fine di dimostrare il falso contatto tra le vetture.

Il materiale è stato sequestrato e per il giovane è scattata la denuncia per danneggiamento e tentata truffa nonché la proposta per l’emissione del “foglio di via”.

L’Arma dei Carabinieri in questi casi raccomanda sempre, e specialmente in questo periodo estivo, di non cadere in richieste di denaro fatte per la strada, nemmeno se avanzate con modi suadenti e atteggiamenti apparentemente concilianti, e invita chiunque, su tutto il territorio, si fosse trovato ad avere a che fare con pretese di risarcimento per lamentati danni di lieve entità a seguito di urti stradali, ma dei quali non ci si fosse avveduti, a rivolgersi al Comando dell’Arma più vicino, ricordando che la tempestività della segnalazione può essere decisiva per smascherare la truffa e, soprattutto, in caso di dubbi, di chiamare immediatamente il numero unico di emergenza 112.

Riproduzione Riservata.

 

TEMI PIU' RICERCATI IN QUESTE ORE:

➔ Coronavirus: tutti gli aggiornamenti
➔ 'Racconti in quarantena': il concorso letterario aperto a tutti
 

⌂ titoli di prima pagina

Lascia un commento alla notizia che hai appena letto (nessuna registrazione necessaria)

Please enter your comment!
Please enter your name here