
I progressisti statunitensi hanno scelto la religione come strumento di mobilitazione politica nei midterm, con l’obiettivo dichiarato di contrastare l’odio e la retorica della galassia Maga.
Secondo l’analisi pubblicata su Repubblica da Gianni Riotta e Adam Hamilton, alle presidenziali del 2024 la maggioranza degli elettori credenti aveva dato il proprio voto a Donald Trump. Da quella base parte ora la reazione dei democratici.
La strategia citata nel pezzo punta a recuperare, all’interno del dibattito politico, la dimensione sociale e morale legata a Dio. I progressisti cercano così di riannodare i temi religiosi a questioni di giustizia sociale e coesione, per offrire un contrasto all’egemonia culturale della Maga.
L’articolo, datato 2 novembre 2026, segnala il cambio di registro come elemento chiave della campagna progressista nei giorni dei midterm.
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