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Trasfusione di sangue provocò AIDS, Stato italiano condannato: dovrà pagare 600mila euro alla vedova

Una trasfusione di sangue infetto provocò il contagio del marito che poi morì a soli 49 anni. Finalmente lo Stato riconosce la colpa e assegna un risarcimento alla vedova

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Una trasfusione di sangue infetto provocò il contagio del marito che poi morì a soli 49 anni. Finalmente lo Stato riconosce la colpa e assegna un risarcimento alla vedova che, però, ha dovuto arrivare fino al giudizio del Tar Veneto per vedere riconosciute le sue ragioni.

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Lo Stato dovrà così pagare 600 mila euro alla ex moglie, Alessandra C., 43 anni, residente in Veneto, il cui marito nel 1996, contrasse l’AIDS in seguito a una trasfusione di sangue infetto.

È quanto stabilito dal Tar Veneto che, confermando la sentenza di primo grado del Tribunale di Vicenza, ha condannato il Ministero della Salute al risarcimento della somma. L’uomo venne ricoverato in una casa di cura dove fu sottoposto alla somministrazione di sacche di sangue.

In seguito a tali trattamenti sarebbe stato contagiato dal virus dell’HIV. La commissione medica del Ministero della Difesa a seguito dell’istanza presentata dallo stesso accertò nel 2007 il nesso di causalità tra le emotrasfusioni praticate e la sieropositività al virus AIDS. In seguito all’aggravamento di questa patologia il 13 agosto 2010 l’uomo morì a soli 49 anni.

La moglie, unica erede, nel 2012 si rivolse ad un Patronato per agire legalmente contro il Ministero della Salute al fine di ottenere il danno subito dal marito ed il danno da perdita del rapporto coniugale ed alla fine, con l’assistenza dell’Avv. Stefano Rossi, ha visto riconosciute le sue ragioni.

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Nel 2013 il Tribunale di Vicenza condannò il Ministero per mancata vigilanza sulle sacche di sangue infetto al risarcimento dei danni subiti dal compianto marito per la somma di 600.000,00 oltre interessi. Dopo 5 anni di attesa venne interpellato il Tar Veneto, che con sentenza n. 234/19 ha dichiarato l’obbligo del Ministero al pagamento entro 60 giorni.

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