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domenica 20 Giugno 2021

Identificato autore delle trappole per uccidere volpi a Cavallino-Treporti

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L'indagine partita dal ritrovamento di una volpe, poi morta tra molte sofferenze, intrappolata con il "laccio".

I Carabinieri del Nucleo CITES di Venezia e della Stazione Carabinieri Forestale di Portogruaro, nell’ambito di una indagine relativa al posizionamento di trappole poste per la cattura e l’uccisione di animali selvatici come volpi e altri mammiferi predatori, hanno proceduto al sequestro di una trappola armata, già posizionata su un terreno agricolo, nonché di altri sistemi a scatto per la cattura di animali, alcuni realizzati artigianalmente ed altri di origine industriale, il cui utilizzo è rigorosamente disciplinato dalla legge nazionale e regionale.
In particolare, ancorato alla recinzione perimetrale di un pollaio, i militari hanno rinvenuto un laccio-trappola, posizionato in un foro della rete realizzato e strutturato per sollecitare il passaggio degli animali selvatici, armato e pronto per la sua funzione di morte.
Il sequestro è collegato al rinvenimento, nella medesima zona e nei primi mesi dell’anno, di un esemplare di Volpe rossa (Vulpes vulpes) imprigionato da un laccio-trappola ed agonizzante per le ferite procurategli dalla stessa trappola artigianale.

La trappola era posizionata in un terreno agricolo, analoga a quella oggi oggetto di sequestro.
L’Animale, poco dopo il ritrovamento, è deceduto a causa delle lesioni interne provocategli dalla trappola stessa.
Proprio le successive indagini, eseguite dal Nucleo CC CITES di Venezia e dirette dal P.M. Dott. Giorgio Gava, hanno portato all’identificazione del principale sospettato per il reato di “uccisione di animali” (art. 544 bis del c.p.) e al successivo sequestro delle trappole in possesso del soggetto.

È opportuno precisare che l’utilizzo del laccio-trappola, oltre ad essere illegale, è da considerarsi un mezzo di cattura cruento.
La trappola, infatti, nell’imbrigliare l’animale catturato, ne causa la morte lentamente, tra atroci sofferenze, come conseguenza delle procurate lesioni interne.

Data prima pubblicazione della notizia:

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