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Tram: tempi incerti per il ripristino a causa del cedimento di Via San Donà. Il cedimento strutturale di via San Donà, che da 25 giorni paralizza il traffico tranviario e complica la viabilità nell’area tra via Pasqualigo e la Coop, si sta rivelando un problema di proporzioni inattese. La situazione, aggravata da un’infiltrazione del terreno causata dal collasso della fognatura, richiederà interventi drastici: probabilmente bisognerà demolire la piattaforma del tram e tagliare le rotaie. I tempi di risoluzione restano avvolti nell’incertezza.
Il problema principale, confermano gli esperti, è un’infiltrazione dal basso dovuta al deterioramento di una fognatura di grandi dimensioni. Al momento, operai e tecnici stanno predisponendo le demolizioni necessarie per consentire a Veritas di intervenire. In programma c’è il consolidamento della condotta con una speciale fascia d’acciaio o una calza interna, ma prima occorrerà demolire la piattaforma in calcestruzzo e rimuovere le rotaie, operazione mai eseguita prima sull’intero tracciato.
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Scopri come fare
Solo una volta risolto il problema della fognatura, il terreno potrà essere compattato e la struttura ricostruita per ripristinare il servizio tranviario, che dovrà passare per una serie di test e collaudi.
Intanto il fuori servizio del tram sta portando disagi consistenti. Dal 29 ottobre, quando il servizio tranviario è stato sospeso improvvisamente, la zona è divenuta un cantiere sempre più esteso. Partito nei pressi dell’incrocio con via delle Marmarole, ora interessa circa 90 metri, rendendo inaccessibili molti accessi carrai e ingressi commerciali.
Anche le attività economiche della zona risentono gravemente della situazione. La strada, ora regolata a senso unico alternato da un semaforo, scoraggia la sosta e riduce drasticamente la clientela. Alla Coop, l’accesso al parcheggio laterale è divenuto problematico, con difficoltà a distinguere i percorsi liberi in un’area resa caotica dai lavori.
Sui tempi per il ripristino al momento si evita di fare previsioni ma l’ipotesi che il servizio possa riprendere solo nel 2025 non appare irrealistica.
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vergogna, che lavorino di notte come fanno a padova
viaggiare in quelle condizioni è disumano tutti schiacciati