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Trafficavano migranti, provenienti da ogni parte del mondo, alla ricerca di un altrove possibile, che sono finiti nelle mani rapaci di gente senza scrupoli, di speculatori della sofferenza umana che si sono fatti pagare a caro prezzo (anche 7000 euro per un viaggio infernale) il piatto della crudeltà e hanno azzerato la dignità dei migranti sottoponendoli a fatiche, e sofferenze a noi inimmaginabili: giorni e notti di cammino a temperature sotto zero, su strade accidentate, scivolose, piene di rovi e fenditure rocciose, si pensi ai Balcani, o stipati su pullman come sardine, o trasportati per mare e sarà quel che sarà.
Chi resisteva veniva ‘smistato’ come un pacco, in un paese europeo deciso dall’organizzazione criminale, che proprio da Fossalta di Piave manovrava le operazioni. L’orizzonte del resto mostra le maniere forti, come quelle che usano in Bielorussia e Polonia contro migranti affamati e infreddoliti ammassati ai confini dei due paesi: frontiere e fili spinati contemplano la visuale.
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Scopri come fare
Dell’operazione, ‘Astrolabio’ della Guardia di Finanza si occuperanno con Roma, le procure antimafia di Lecce, Grecia e Albania. L’Indagine è partita dal Salento ed è stata possibile grazie a un’intensa attività investigativa a livello internazionale. A oggi, le 47 ordinanze di custodia cautelare riguardano le 25 in Albania e le 22 in Italia, due a Fossalta di Piave, e Puglia, Campania, Lombardia e Liguria, le altre venti.
L’operazione Astrolabio ha scoperto la pentola di Pandora e ne sono usciti i fratelli Qasim Rahima, irakeni, che abitavano, in vigile incognita a Fossalta di Piave, da pochi mesi. Elicotteri, un drone, polizia in forze, hanno prelevato i registi, prevalente Rahima, che decidevano i viaggi, gli spostamenti, i prezzi da pagare. I tragitti? Dalla Turchia alla Bulgaria, dalla Bulgaria alla Romania, dalla Romania all’Ungheria e all’Austria, sempre con tanta, infinita strada da percorrere: camminando tanto.
Il verbo più usato, era, è, ‘camminare’. E ora che sono stati individuati e arrestati, quelli che sembrano essere le menti dell’organizzazione, dovranno rispondere alla Giustizia che li accusa insieme agli altri, di fare parte di un’associazione a delinquere, finalizzata al favoreggiamento dall’immigrazione irregolare a scopi di lucro.
Il Procuratore della Repubblica di Lecce ha affermato: “Le indagini, durate più di un anno, hanno consentito di acquisire un grave quadro indiziario in ordine all’esistenza di un’organizzazione criminosa unitaria operante in più territori, articolata in quattro cellule criminali composte da cittadini stranieri, in prevalenza siriani ,volta al conseguimento di ingenti profitti derivanti dalla gestione dell’illecita attività di trasferimento di migranti, provenienti da varie parti del mondo, attraverso i territori della Turchia, della Grecia e dell’Albania verso le coste salentine e da qui verso altri paesi europei, loro destinazione finale.
L’attività investigativa articolata in intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche, nonché numerose riprese video, puntualmente riscontrate da servizi di osservazione e pedinamento svolti in Italia, Grecia e Albania, ha consentito di individuare le rotte tracciate dai trafficanti di uomini e di delineare il ruolo di ciascun partecipe dell’organizzazione.
In particolare:
uno dei due gruppi presenti in Italia, diretto dal cittadino iracheno R.A.Q. domiciliato nell’hinterland di Venezia, provvedeva al trasferimento nel territorio italiano ed europeo di migranti irregolari prevalentemente di etnia arabo-siriana; lo stesso con il ruolo di capo, disponendo di un’estesa rete di collaboratori presenti in diversi paesi europei, tra i quali la Grecia, dal proprio domicilio coordinava il trasferimento dei migranti dalla Turchia in Italia e in altri Stati dell’Unione Europea;
il secondo gruppo presente in Italia, diretto dal cittadino iracheno M.M. residente in Bari, provvedeva al recupero dei presunti scafisti nei pressi del luogo di approdo sulle coste salentine, consentendo a questi ultimi di sottrarsi all’arresto agevolando il loro trasferimento in Grecia e la prosecuzione del viaggio sino al rientro in Turchia; in tal modo egli, unitamente agli altri partecipi, consentiva ai presunti “scafisti” di reiterare le condotte illecite e alle diverse cellule dell’organizzazione di continuare a operare senza soluzione di continuità; provvedeva, altresì, a prestare attività di ausilio e supporto ai migranti giunti sul territorio salentino avviandoli verso le destinazioni finali;
il terzo gruppo, presente in Albania e diretto dal cittadino siriano A.S., si occupava del trasferimento dei migranti giunti dalla Grecia nel paese delle Aquile, ove venivano imbarcati alla volta delle coste salentine;
il quarto gruppo presente in Turchia e diretta dal cittadino iracheno R.A.A.R., provvedeva al trasferimento dei migranti irregolari provenienti da Paesi del Medio Oriente a bordo di imbarcazioni dirette verso le coste salentine e calabresi.
L’attenta analisi dei flussi migratori intercettati durante le indagini ha consentito di risalire al tragitto seguito dai migranti che, partiti dai paesi di origine, raggiungevano la Turchia e da lì intraprendevano il viaggio verso i paesi dell’Unione Europea lungo due direttrici:
via mare, con partenza delle imbarcazioni dalla costa turca, ovvero, dopo aver raggiunto i rispettivi paesi, dalla Grecia e dall’Albania;
lungo la c.d. “rotta balcanica” attraversando i vari Paesi con il supporto di una fitta rete di sodali ivi presenti.
La cooperazione tra autorità giudiziarie e di polizia italiane, albanesi e greche ha consentito di pervenire alla compiuta identificazione dei membri del sodalizio transnazionale contro cui si procede, dimoranti in Italia, Albania, Grecia e altri paesi coinvolti nell’operazione, e di acquisire numerose fonti di prova in ordine agli episodi criminosi ascritti ai vari partecipi.
Gli spostamenti e i viaggi dei migranti sono stati costantemente monitorati dai finanzieri del Nucleo di polizia economico finanziaria di Lecce grazie al supporto dei mezzi in dotazione al Reparto Operativo Aeronavale di Bari della Guardia di Finanza in collaborazione con i velivoli di Frontex schierati in area di operazioni nel Canale d’Otranto.
Le indagini hanno consentito di appurare ben 30 episodi delittuosi, con l’accertamento dell’arrivo sul territorio nazionale di 1.120 migranti irregolari, la compiuta identificazione di nr. 26 presunti scafisti, 8 dei quali arrestati in flagranza di reato (3 in Italia e 5 in Albania), e la denuncia di 52 persone, che allo stato, risultano coinvolte negli illeciti traffici.
Si è altresì accertato che i migranti corrispondevano, su base fiduciaria, il prezzo del viaggio attraverso il cosiddetto sistema “Hawala” (detto metodo “Sarafi”): un vero e proprio sistema bancario abusivo di trasferimento di valori, basato su una vasta rete di mediatori localizzati in varie parti del territorio U.E. ed extra-U.E.
Al riguardo, sono in corso attività perquisitorie sul territorio nazionale e greco presso presunte agenzie finanziarie ove risulterebbe depositato il denaro, relativo al traffico illecito di migranti.
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Mi chi ha 7.000€ per pagare un viaggio illegale e pericoloso, non può entrare in Europa in modo legittimo ? altrimenti, con quella cifra, nel suo paese può vivere più che bene.