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La Questura di Venezia ha disposto la sospensione della licenza per un esercizio pubblico di somministrazione alimenti e bevande a Mestre, decisione scaturita da accertamenti che hanno evidenziato un diffuso traffico di sostanze stupefacenti collegato all’attività del locale.
Gli agenti della Squadra Volante, contestualmente, hanno arrestato in flagranza un uomo straniero trovato in possesso di circa 60 grammi di cocaina.
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Il provvedimento amministrativo è stato notificato a seguito delle verifiche svolte dalla Divisione Polizia Amministrativa della Questura. Gli accertamenti hanno preso in esame diversi episodi recenti, tra cui due interventi sul posto: in uno di questi la vicenda è sfociata in un arresto ad opera del Nucleo Operativo della Polizia Locale del Comune di Venezia.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, le informazioni raccolte hanno indicato la presenza di attività di spaccio all’interno dell’esercizio. Il locale, già soggetto in passato a misure analoghe per motivi affini, è stato ora chiuso per 20 giorni sulla base dell’articolo 100 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (T.U.L.P.S.), norma che autorizza la sospensione dell’attività quando il suo proseguimento costituisce pericolo per l’ordine pubblico o la sicurezza dei cittadini.
La scelta di intervenire con strumenti amministrativi oltre che repressivi punta a interrompere rapidamente il circuito che alimenta il degrado urbano, spiegano fonti della Questura. Le chiusure temporanee previste dall’articolo 100 rientrano nelle leve a disposizione delle autorità per fronteggiare situazioni in cui i locali pubblici diventano aree di concentrazione di comportamenti illeciti.
In parallelo all’azione amministrativa, la Polizia di Stato ha intensificato i controlli sul territorio. Nel corso di un controllo d’iniziativa a Mestre, la Squadra Volante ha fermato un soggetto straniero trovato con circa 60 grammi di cocaina: l’uomo è stato arrestato in flagranza di reato. L’espressione “in flagranza” indica che l’arresto è avvenuto mentre si concretizzava il reato o immediatamente dopo il suo compimento.
Le due operazioni — la sospensione della licenza e l’arresto per detenzione di stupefacenti — sono distinte tra loro ma rientrano nella medesima strategia di contrasto alle varie manifestazioni della criminalità urbana messa in campo dalla Questura e dagli altri corpi di polizia locali. Coordinamento tra polizia statale e polizia locale è stato uno degli elementi che ha portato all’individuazione degli episodi contestati all’interno del locale.
Il contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti in ambito urbano combina quindi interventi di polizia giudiziaria — come i sequestri e gli arresti — e azioni amministrative, volte a incidere sulla possibilità che certi luoghi diventino punti di riferimento per attività illecite. L’obiettivo dichiarato dagli organi di polizia è limitare sia l’offerta sia i fenomeni di degrado connessi.
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