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“Torre Setten”, una svolta. Con una sentenza destinata a segnare un punto fermo nella lunga vicenda urbanistica legata all’area dell’ex campo sportivo Real San Marco, il Tribunale Amministrativo Regionale del Veneto ha respinto integralmente il ricorso presentato dal Comitato del Villaggio San Marco contro la costruzione della cosiddetta “Torre Setten”, un edificio di 60 metri d’altezza che sorgerà in viale San Marco. Il progetto, promosso dalla società G.Venice Srl in collaborazione con Genuine Srl del Gruppo Setten Genesio, era da anni al centro di un acceso confronto tra amministrazione comunale e residenti del quartiere.
La decisione del Tar rappresenta un passo decisivo verso la realizzazione dell’intervento urbanistico, sebbene l’iter procedurale non sia ancora concluso, essendo in corso la procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) disposta per il Piano di lottizzazione privata. Tuttavia, il pronunciamento dei giudici ha ritenuto legittime le delibere approvate dal Consiglio comunale e dalla Giunta di Venezia, riconoscendo nell’operazione un chiaro interesse pubblico e un intervento coerente con la normativa urbanistica.
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Il ricorso, presentato dal Comitato del Villaggio San Marco e da alcuni residenti e operatori economici della zona, è stato dichiarato inammissibile sotto diversi profili. I giudici hanno infatti rilevato l’assenza di un interesse qualificato e concreto da parte dei ricorrenti, evidenziando che le posizioni giuridiche rappresentate erano troppo eterogenee per costituire un ricorso collettivo valido. In particolare, è stata sottolineata la mancanza di legittimazione attiva del Comitato, costituito da nove fondatori rispetto a una popolazione di circa cinquemila residenti, nonché l’insufficienza di elementi oggettivi da parte dei singoli cittadini e dei commercianti per dimostrare un danno diretto e concreto derivante dal progetto.
Dal punto di vista urbanistico, il Tar ha riconosciuto la coerenza del progetto con il Piano di Assetto del Territorio (PAT), che qualifica l’area dell’ex campo da calcio come “in disuso e in stato di degrado”. I giudici hanno inoltre evidenziato che la zona risulta contaminata da residui industriali e che l’intervento proposto rappresenta un’opportunità di bonifica e rigenerazione urbana. La costruzione della torre e l’insediamento di un nuovo supermercato — che sostituirà quello già esistente della catena Cadoro, situato a breve distanza — non determinano, secondo il Tar, un consumo di suolo illecito, né una violazione delle disposizioni urbanistiche vigenti.
L’elemento della rigenerazione urbana è stato considerato centrale nella motivazione della sentenza. Secondo i giudici, non si può limitare il concetto di riqualificazione al solo recupero di edifici dismessi, ma va esteso anche agli interventi su aree già urbanizzate, ma degradate e inutilizzate, come quella in oggetto. In quest’ottica, l’accordo pubblico-privato siglato tra il Comune e le società proponenti è stato ritenuto legittimo e idoneo a restituire alla cittadinanza un’area oggi inutilizzabile.
Il Tar ha ritenuto inoltre rispettato il principio di partecipazione democratica, sottolineando come le osservazioni dei cittadini siano state raccolte e controdedotte, e come la Municipalità di Mestre-Carpenedo, organo rappresentativo del territorio, abbia espresso parere favorevole all’iniziativa.
Tra i temi trattati dalla sentenza vi è anche quello della compensazione ambientale. A fronte dell’abbattimento di 86 alberi, il piano prevede la piantumazione di 141 nuovi alberi all’interno del comparto di progetto e di altri 289 al di fuori di esso. Il fabbisogno di verde pubblico è stato ritenuto soddisfatto anche grazie alla prossimità del Parco di San Giuliano, a circa un chilometro di distanza.
Nonostante la sconfitta in sede amministrativa, il Comitato del Villaggio San Marco sta valutando la possibilità di ricorrere in appello. Le spese di giudizio sono state compensate tra le parti. Resta in attesa l’esito della procedura di VAS, ultimo passaggio tecnico prima dell’eventuale avvio dei lavori.
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