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Ancora una volta il calcio si è trasformato in teatro di violenza. Al termine dell’anticipo di Serie A tra Torino e Venezia, conclusosi con un pareggio per 1-1, si sono verificati gravi scontri tra tifosi nei pressi dello stadio Olimpico Grande Torino. L’episodio più preoccupante è avvenuto nella zona tra corso Unione Sovietica e via Monteponi, dove un minivan con a bordo alcuni sostenitori veneziani è stato assaltato da un gruppo di circa venti persone, travisate e armate di bastoni.
Il mezzo stava lasciando l’area sotto scorta delle forze dell’ordine per dirigersi verso la tangenziale, quando è stato improvvisamente accerchiato. Gli aggressori, presumibilmente appartenenti alla tifoseria organizzata granata, hanno sferrato l’attacco con estrema rapidità. Fortunatamente, l’intervento tempestivo della polizia ha evitato conseguenze più gravi, anche se gli assalitori sono riusciti a dileguarsi rapidamente approfittando del caos.
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Sul posto sono state recuperate alcune mazze utilizzate durante l’assalto, ora al vaglio degli inquirenti. Le forze dell’ordine hanno immediatamente avviato le indagini per risalire all’identità dei responsabili, anche grazie all’ausilio delle immagini delle telecamere di sorveglianza della zona.
L’episodio riporta alla memoria precedenti scontri tra le due tifoserie, tra cui uno particolarmente noto risalente al 2002, quando, al termine di un Venezia-Torino, si registrarono disordini persino all’interno del terreno di gioco.
La questura di Torino ha condannato con fermezza l’accaduto, sottolineando che simili episodi non devono trovare spazio all’interno o all’esterno degli stadi. Le autorità stanno inoltre valutando l’adozione di provvedimenti restrittivi nei confronti dei gruppi ultras coinvolti.
La violenza nel calcio torna così al centro del dibattito, con l’ennesimo episodio che getta un’ombra su un ambiente che dovrebbe rappresentare passione e sportività, ma che troppo spesso si trasforma in campo di battaglia per frange estremiste del tifo.
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