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mercoledì 20 Ottobre 2021

Clamoroso terza dose: comitato Food and Drug Administration dice ‘no’ a Pfizer

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Clamoroso terza dose: esperti Fda Usa dicono ‘no’ ad una terza dose Pfizer indiscriminata. I consulenti Food and Drug Administration (Fda) giustificano la terza dose solo dai 65 anni o nei casi di soggetti vulnerabili, altrimenti no. Cosa farà l’amministrazione Biden?
No alla terza dose del vaccino anti Covid Pfizer indiscriminatamente per tutte le persone dai 16 anni in su, sì invece per la fascia d’eta’ dai 65 anni in su e per i più vulnerabili. Tutto ciò a partire dal sesto mese dopo la seconda dose.
Questa è la conclusione del comitato scientifico consultivo della Food and Drug Administration (Fda), l’agenzia federale Usa preposta alla sicurezza dei farmaci.
La posizione e’ maturata dopo una lunga discussione, con una votazione ad ampia maggioranza, 16 a 3.

La decisione finale, a questo punto, dovrà arrivare entro la prossima settimana dalla Fda che generalmente segue le raccomandazione dei propri esperti indipendenti.
Quest’ultimi, tra cui medici che si occupano di malattie infettive e statistici, hanno contestato che i dati – anche quelli provenienti da Israele – giustifichino una dose extra quando in realtà i vaccini sembrano offrire una robusta protezione contro le forme più gravi di coronavirus e le ospedalizzazioni, almeno negli Usa.
“Non e’ chiaro che tutti abbiano bisogno del rinforzo, tranne una sottocategoria di popolazione che chiaramente sarebbe ad alto rischio di una grave malattia”, ha spiegato il dott. Michael G. Kurilla, un membro del comitato e un dirigente del National Institutes of Health (Nih).

Un brutto colpo per l’amministrazione Biden, ma anche per i governi che hanno lanciato o stanno avviando campagne per la terza dose perché le raccomandazioni americane semineranno dubbi e perplessità.
Il presidente Usa aveva annunciato un mese fa un piano da avviare il 20 settembre per il ‘booster’ da somministrare almeno otto mesi dopo la seconda dose (o la prima nel caso di Johnson & Johnson), previo ok della Fda e del Centers for Disease Control and Prevention (Cdc), la massima autorita’ sanitaria Usa.
Ma dopo due settimane i dirigenti di entrambe le agenzie avevano detto alla Casa Bianca che avevano bisogno di più tempo per analizzare i dati e che si sarebbero espressi solo su Pfizer.
Ora arriva la doccia fredda anche su questo vaccino e Biden sarà costretto a fare marcia indietro, avendo promesso di seguire sempre la scienza.

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Alla vigilia della discussione si erano creati due fronti scientifici: uno a favore della terza dose, di cui faceva parte il consigliere medico della Casa Bianca Anthony Fauci, e uno contro.
Tra i detrattori due scienziati della Fda dimissionari, coautori insieme ad un gruppo di colleghi internazionali di un articolo medico in cui sostenevano che non ci sono prove credibili a sostegno del ‘booster’ per la tutta la popolazione.

Ora dovrà pronunciarsi anche il comitato consultivo del Cdc, che dalle discussioni precedenti potrebbe orientarsi verso inoculazioni “su misura” per le persone più anziane o più vulnerabili.

Nel frattempo Biden sta negoziando con Pfizer per acquistare altre 500 milioni di dosi da donare all’estero, che porteranno il numero totale a 1,15 milioni di dosi, circa un decimo del fabbisogno mondiale.

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