Terremoto mercoledì mattina, INVG: mai avuta serie di scosse come questa

Colonna di macchine in fuga da Teramo, mentre si registrano molti animali morti a causa di crolli dei tetti delle stalle per il terremoto e il peso della neve

ultimo aggiornamento: 19/01/2017 ore 08:58

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Terremoto questa mattina, INVG: mai avuta serie di scosse come questa
Il terremoto di questa mattina ha molto colpito anche per la serie di scosse ripetute in breve tempo di notevole magnitudo.
“Non si è mai vista una serie di terremoti succedersi con queste modalità: la successione di quattro sismi di magnitudo superiore a 5 nell’arco di tre ore è un fenomeno nuovo nella storia recente per le modalità con le quali si è manifestato”. Lo ha detto all’ANSA il sismologo Alessandro Amato, dell’Istituto nazionale di Geofisica e
Vulcanologia (Ingv).

Si è trattato di una serie di scosse iniziate alle 10.24 di questa mattina, scosse avvertite in maniera trasversale da Ravenna a Foggia, ma a partire dai primi piani sentite anche in varie zone di Venezia.
La sequenza di forti scosse che hanno colpito il Centro Italia sono state avvertite chiaramente a Roma come un terremoto del terzo grado della scala Mercalli.
A Roma è stata fermata la metro per un’ora abbondante e gli ascensori del Colosseo sono stati chiusi temporaneamente e in via precauzionale.

A partire da fine mattinata una lunga fila di automobili si è creata per allontanarsi da Teramo e raggiungere la costa dopo le forti scosse che hanno avuto epicentro nell’Aquilano ma sono state avvertite in maniera violenta anche in tutto il Teramano. Tutto ciò nonostante la presenza di grossi quantitativi di neve che da tre giorni rendono critica la circolazione nel capoluogo come nelle frazioni. In mattinata si era reso necessario evacuare la sede della Prefettura. Una delle quattro scosse si era verificata proprio durante l’evacuazione creando grande panico tra la gente.


Nelle aree colpite dal terremoto si contano animali morti e feriti per il crollo delle stalle rese più fragili dal peso della neve, con molte strutture isolate dove non è possibile garantire l’alimentazione del bestiame. E’ l’allarme che emerge dal monitoraggio della Coldiretti nelle zone terremotate che, dopo le scosse di oggi, “evidenziano una nuova strage di animali in un territorio a prevalente economia agricola, con una significativa presenza di allevamenti di pecore e bovini molti dei quali costretti al freddo”.

“Si stima – sottolinea la Coldiretti – che appena il 15% delle strutture di protezione degli animali siano state completate fino ad ora e gli allevatori non sanno ancora dove ricoverare mucche, maiali e pecore, costretti al freddo, con il rischio di ammalarsi e morire, o nelle strutture pericolanti che


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