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Telecamere e addetti alla sicurezza: bar e ristoranti più silenziosi e sicuri a Venezia

Telecamere puntate sui plateatici, referenti per la sicurezza nei locali, illuminazione adeguata sotto tende e ombrelloni, cartelli informativi sui divieti e, soprattutto, un nuovo spirito di collaborazione tra gestori dei pubblici esercizi e forze dell’ordine. È questo il cuore del protocollo d’intesa in via di definizione tra Prefettura, Polizia e associazioni di categoria, presentato in […]

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Telecamere puntate sui plateatici, referenti per la sicurezza nei locali, illuminazione adeguata sotto tende e ombrelloni, cartelli informativi sui divieti e, soprattutto, un nuovo spirito di collaborazione tra gestori dei pubblici esercizi e forze dell’ordine. È questo il cuore del protocollo d’intesa in via di definizione tra Prefettura, Polizia e associazioni di categoria, presentato in Prefettura nel corso della riunione del Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica.

Il documento, che traduce sul piano locale le Linee guida emanate dal Ministero dell’Interno il 21 gennaio 2025, punta a fare di Venezia la prima città italiana a dare concreta attuazione a un modello innovativo di prevenzione della microcriminalità e di gestione condivisa della
sicurezza urbana.

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Alla riunione, presieduta dal Prefetto Darco Pellos, hanno partecipato i vertici provinciali delle forze dell’ordine – tra cui il vicario del questore Carlo Ferretti, il comandante provinciale dei Carabinieri Marco Aquilio e quello della Guardia di Finanza Michele Bosco – insieme agli assessori comunali Sebastiano Costalonga (Commercio) ed Elisabetta Pesce (Sicurezza), al direttore generale del Comune Morris Ceron, ai comandanti della Polizia Locale Marco Agostini e Gianni Franzoi, e a numerosi rappresentanti delle principali associazioni di categoria.

Il protocollo prevede una serie articolata di misure finalizzate a garantire un maggiore controllo degli spazi pubblici e semi-pubblici frequentati soprattutto nelle ore serali e notturne, a partire proprio dai plateatici. Tra le disposizioni principali: l’installazione di telecamere di videosorveglianza all’esterno dei locali – in conformità alla normativa sulla privacy – e l’individuazione, per ciascun esercizio aderente, di un referente per la sicurezza che fungerà da collegamento diretto con le forze di polizia.

Previsti inoltre cartelli con il “codice di condotta dell’avventore”, da esporre visibilmente all’interno dei locali, il rispetto rigoroso delle norme sulla somministrazione di alcolici tra le 24 e le 7, e il rafforzamento della tutela dei minori. Gli esercenti più virtuosi potranno beneficiare di specifici incentivi o agevolazioni, ancora in fase di definizione.

«Il lavoro fatto assieme all’assessore Pesce è stato fondamentale», ha dichiarato l’assessore Costalonga. «Ma va sottolineata la grande maturità dimostrata dalle categorie economiche locali, che hanno accolto con senso di responsabilità questo modello, arrivando a suggerirne
l’estensione anche agli altri comuni della provincia».

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Positiva la reazione delle associazioni di categoria. «L’intesa promuove un modello di sicurezza partecipata che condividiamo pienamente», ha commentato Angelo Zamprotta di Confesercenti. Dello stesso avviso anche i rappresentanti di Confcommercio e AEPE, che si sono detti disponibili a collaborare attivamente sia nella definizione delle misure sia nella sensibilizzazione dei propri iscritti, anche tramite corsi di formazione specifici.

Il prossimo passo sarà la definizione tecnica dell’accordo e il necessario confronto con la Soprintendenza, dato che l’installazione di impianti e strutture esterne in città storiche come Venezia richiede particolari autorizzazioni.

L’obiettivo dichiarato è duplice: innalzare i livelli di sicurezza reale e percepita nei luoghi della socialità urbana e responsabilizzare sempre più gli esercenti nel presidio del territorio. In un contesto dove la convivenza tra esigenze turistiche, vivibilità cittadina e legalità è sempre più complessa, Venezia si candida a diventare un laboratorio nazionale per la sicurezza urbana condivisa.

Mario Nascimbeni
Mario Nascimbeni
Giornalista professionista, collabora con testate nazionali. Ha base operativa a Roma, ma la sua professione lo porta in ogni parte del mondo.
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