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Tabaccaio condannato per aver sparato al ladro, minacce al giudice

La vicenda del tabaccaio sotto processo per aver sparato al ladro la ricordano tutti. Franco Birolo è stato giovedì condannato a 2 anni e 8 mesi e a 325 mila euro di risarcimento danni, per aver sparato e ucciso Igor Usru, il moldavo di 22 anni che la notte tra il 25 e il 26 […]

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La vicenda del tabaccaio sotto processo per aver sparato al ladro la ricordano tutti. Franco Birolo è stato giovedì condannato a 2 anni e 8 mesi e a 325 mila euro di risarcimento danni, per aver sparato e ucciso Igor Usru, il moldavo di 22 anni che la notte tra il 25 e il 26 aprile 2012 era stato sorpreso dallo stesso tabaccaio Franco Birolo a rubare nella tabaccheria, a Civè di Correzzola.

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Ora il giudice che ha pronunciato la sentenza è sotto sorveglianza dei carabinieri e della polizia. Il provvedimento è stato preso della Digos dopo che sul web erano cominciati ad apparire insulti e persino minacce nei confronti del giudice. I social in molti casi si sono scatenati andando oltre: c’è chi ha promesso di inviare un proiettile a casa della dottoressa, c’è chi le augurava di essere violentata, c’è addirittura chi avrebbe promesso di andarla a prendere a casa.

La Digos ha aperto un’indagine sulle minacce al magistrato, ma intanto il messaggio che va diffondendo nell’immaginario popolare è quello del cittadino tradito dalle Istituzioni.
“Come scriveva Rousseau nel contratto sociale, è il Popolo che delega le Istituzioni a rappresentarlo. Il sentimento popolare della legittima difesa va quindi riconosciuto fino in fondo, ma in Italia leggi confuse e colabrodo non vanno certo in questa direzione e così ci troviamo di fronte a situazioni come quella di Francesco Birolo o quella, finita in tragedia, di Ermes Mattielli”.

Queste le parole del Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia, intervenendo in trasmissione a Radio Padova sul fatto della condanna inflitta al tabaccaio padovano. “E’ inutile discutere all’infinito sulla Magistratura – ha aggiunto Zaia – perché il problema sono le leggi. Va immediatamente ripresa in mano quella sulla legittima difesa in modo che sia chiaro che, se entri a casa mia suonando e chiedendo permesso sei il benvenuto, se lo fai sfondando la porta devi sapere che dietro può esserci una brava persona che difende sé stessa, i suoi beni, la sua famiglia. Invece oggi abbiamo leggi sulla base delle quali è bene sapere che non si sarebbero potuti incarcerare nemmeno i criminali dell’Audi gialla, perché non ce ne sarebbero stati i presupposti
giuridici”.

Paolo Pradolin
31/01/2016

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2 persone hanno commentato. La discussione è aperta...

  1. Perché non scrivete che il rapinatore era fuori dal negozio e stava andandosene, così si capisce la ragione per cui il giudice ha negato la sussistenza della legittima difesa. ..?

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