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Arriva un’inattesa svolta nella vicenda che ha toccato anche il magnate di Singapore, Ching Chiat Kwong. L’imprenditore ha deciso di vendere Palazzo Donà, uno dei due edifici veneziani al centro di un’indagine per corruzione che coinvolge anche il sindaco Luigi Brugnaro, e starebbe cercando di cedere anche Palazzo Poerio Papadopoli, l’ex sede dei vigili urbani di Piazzale Roma, acquistato nel 2019.
Secondo quanto riferito dai suoi legali al “Gazzettino”, la decisione di dismettere gli investimenti nella città lagunare non è dovuta all’inchiesta in corso, bensì all’amarezza per le polemiche sorte attorno ai suoi progetti.
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Lo studio legale Simonetti, che difende Ching e il suo rappresentante italiano Luis Lotti, ha precisato che l’imprenditore ha deciso da tempo di ritirarsi da Venezia a causa delle difficoltà di gestione dei suoi investimenti in città. “Il nostro assistito”, ha dichiarato lo studio, “non ha trovato a Venezia le condizioni operative alle quali è abituato nelle altre parti del mondo”.
La vendita di Palazzo Donà, ora sede di un hotel di lusso, è avvenuta a marzo tramite la società Grandeur Oxley, fondata da Ching, che ha ceduto l’immobile a Blue Sgr, una società milanese specializzata nella gestione di fondi immobiliari. Resta ancora sul mercato Palazzo Poerio Papadopoli, acquistato da Ching nel 2019 attraverso la società Fortune Oxley per 10,8 milioni di euro.
Questo edificio è al centro delle indagini della Procura, che sospetta il pagamento di una tangente da 70.000 euro all’allora assessore Renato Boraso per favorire la vendita, avvenuta a un prezzo inferiore rispetto alla valutazione iniziale di 14 milioni di euro.
Secondo le ipotesi degli inquirenti, è nota anche la teoria secondo la quale l’operazione sarebbe stata agevolata per attirare l’interesse del magnate anche su un altro affare, quello dell’acquisizione di 41 ettari nell’area dei Pili, sempre a Venezia, questa volta di proprietà di Brugnaro.
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Concordo.
Dunque, il palazzo Donà è stato pagato da mr Ching nel 2018 per 7 milioni e 100 mila euro. Ed ora lo ha (già) venduto per 18 milioni. Più del doppio. Un po’ troppo per essere solo un semplice liberarsi di un investimento che non piace più. Pur supponendo che il cinese (o meglio le sue società) abbia investito in progetti, restauro e mobili (sinceramente passo davanti quasi ogni sacro santo giorno da anni, periodo covid compreso e non ho mai rilevato nulla di tutto ciò), 11 milioni di investimento sono un pochino troppi, no?
Cosa nasconde questa doppia operazione? Perchè qualcosa nasconde. Nessuno crede all’impossibilità di mr Ching di investire a Venezia e spero che questo evidente stridio balzi anche agli occhi degli inquirenti.
Venezia non è una mucca da mungere ma è un covo di “onorata società” (e chi ha orecchie da intendere, intenda)
Interrogativi e osservazioni inappuntabili. Bravo! Spero siano in molti a condividerle!
Condivido pienamente
Non possiamo più essere amministrati da queste persone qua…..oramai sono più di 15 anni che rovinano la città e prendono in giro i residenti…. svegliamoci!!!!!! è ora di cambiare la direzione o perdiamo definitivamente la nostra città .