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domenica 20 Giugno 2021

Susanna Lazzarini ha ucciso Francesca Vianello per 100 euro

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L’epilogo arriva martedì 29 dicembre: Susanna deve restituire quei 100 euro, e si presenta dall’ anziana, ma non li ha. Ne chiede degli altri, nasce un pesante alterco

Susanna Lazzarini ha ucciso Francesca Vianello per 100 euro

I giorni di Natale 2016 erano appena stati scossi da l’ennesimo evento trucido: Susanna Lazzarini, di Mestre, aveva appena ucciso Francesca Vianello, pensionata 81enne che conosceva, per derubarla di pochi euro. Questa, in realtà, era la prima versione dell’accaduto. Successivamente la dinamica dei fatti si aggrovigliava sovrapponendo a questo omicidio quello di Lidia Pamio da parte di Milly Lazzarini. Quest’ultima prima arrestata, poi scagionata, poi di nuovo indagata, con il risultato che verosimilmente nel vicino processo le due donne si accuseranno a vicenda per entrambi gli assassinii. Questo l’articolo originale dell’epoca.

Ha ucciso Francesca Vianello per 100 euro. O forse per 200. Aveva bisogno dei soldi per fare i regali di Natale ai figli, ma quando ha capito che l’anziana amica della madre, a cui si era rivolta, non le avrebbe dato più di 100 euro ha perso la testa, e l’ha uccisa, strangolandola con un cordino.

Susanna Lazzarini, 52 anni, (a sinistra nella foto) da questa sera è rea confessa dell’assassinio di Francesca Vianello, 81 anni, in una storia che potrebbe essere riassunta come una storia tragica di ‘moderna indigenza’.

Vicenda brutale e di una tristezza inafferrabile, iniziata subito prima del Natale, e che le indagini della squadra mobile di Venezia hanno ‘chiuso’ proprio mentre scoppiavano i botti di Capodanno.

Milly, questo il soprannome con cui è conosciuta Susanna Lazzarini, è una vedova 52enne, con una psiche fragile, disoccupata, due figli maggiorenni, anch’essi senza lavoro, che vivono ancora in casa con lei. A loro la donna voleva a tutti i costi dare un po’ di denaro per Natale, fare dei regali.
La via a cui aveva pensato è stata quella di chiedere un prestito a Francesca, 81enne, amica da sempre della mamma.

La donna ha suonato alla porta dell’anziana, in Corso del Popolo a Mestre, il 23 dicembre scorso, per chiederle 300 euro, da restituire a breve. L’81enne avrebbe detto di no, dandole comunque 100euro. Troppo poco per la donna, che sarebbe tornata alla carica il giorno dopo, vigilia di Natale, anche se poi non se l’è sentita di chiedere altro denaro, rinunciando.

L’epilogo arriva martedì 29 dicembre: Susanna deve restituire quei 100 euro, e si presenta dall’ anziana, ma non li ha. Ne chiede degli altri, nasce un pesante alterco, che sfocia in un primo tentativo di strangolamento con le mani da parte di Milly, che afferra al collo Francesca. Poi le due donne si calmano, ma è una calma apparente.

A questo punto l’81enne tenta di rovistare nella borsetta della donna, per cercare di riprendersi almeno parte del prestito, l’altra la vede, e allora l’anziana va verso il telefono, per chiedere aiuto. Le sequenze del raptus finale sono quelle che ‘Milly’ racconta nella sua confessione alla polizia.

Susanna Lazzarini infila dei guanti in lattice che ha con sé, poi prende un nastro di passamaneria che doveva servire per fare un pacchetto-regalo, blocca l’anziana, comincia a stringerla guardandola negli occhi e serra definitivamente il laccio mentre questa le dà le spalle. Quindi abbandona un guanto e il laccio, raccoglie l’orologio che le si è rotto – ma ne dimentica un pezzo vicino al cadavere – rastrella pochi contanti ed un bancomat dell’anziana e, nel tentativo maldestro di far sparire le tracce, prende il telefono fisso di casa e si allontana.

Poi per due giorni preleva con quel bancomat del denaro (circa 500 euro).
Gli agenti della squadra mobile, intanto, sono già sulle sue tracce. Parlano le utenze telefoniche, l’amicizia di Francesca con la madre di Susanna, poi, in una caccia spasmodica alle prove, la polizia recupera filmati di banche, profili Facebook e testimonianze; fino alla perquisizione finale che fa trovare l’orologio dal pezzo mancante e il bancomat.

E’ ormai la notte di Capodanno, scatta l’interrogatorio di ‘Milly’-Susanna, alla presenza della Pm Alessia Tavernesi. E dopo quale ora, mentre a Mestre e Venezia si festeggia l’arrivo del nuovo anno, arriva la confessione piena della donna, che fa chiudere il caso.

“Straordinaria competenza professionale e intelligenza investigativa”. Così il Procuratore aggiunto di Venezia Carlo Nordio ha commentato il lavoro investigativo che ha portato al fermo della 52enne rea confessa dell’omicidio di una 81enne a Mestre.
“C’è stata – ha aggiunto – una grande sinergia tra forze dell’ordine, polizia giudiziaria e Procura di Venezia, con la Pm titolare, Alessia Tavarnesi, che ha trascorso la notte di Capodanno al lavoro per chiudere questa vicenda”. “Una tragedia duplice – ha sottolineato Nordio – sia per la vittima e i suoi familiari che per l’autrice del delitto”.

Da parte sua, il Questore Angelo Sanna ha rilevato che “è una triste storia, non un omicidio che nasce dal mondo della criminalità, quindi non c’é nessun allarme sicurezza. E’ solo una triste storia”.

Data prima pubblicazione della notizia:

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