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Studentesse morte per lo stesso batterio della meningite: di ‘tipo C’

Le due studentesse di Milano uccise dalla meningite, una lo scorso luglio, l’altra lo scorso novembre, erano state infettate dallo stesso batterio. Lo ha confermato il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Walter Ricciardi, dopo che all’ISS sono state effettuate le analisi specifiche sul ceppo di meningococco di tipo C individuato come causa della malattia. La […]

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Studentesse morte per lo stesso batterio della meningite di 'tipo C'

Le due studentesse di Milano uccise dalla meningite, una lo scorso luglio, l’altra lo scorso novembre, erano state infettate dallo stesso batterio. Lo ha confermato il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Walter Ricciardi, dopo che all’ISS sono state effettuate le analisi specifiche sul ceppo di meningococco di tipo C individuato come causa della malattia.

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La Regione Lombardia peraltro, sentite le autorità sanitarie, esclude che sia necessaria una vaccinazione generale, confermando che avranno inizio venerdì prossimo le 140 vaccinazioni previste per la profilassi.

Ricciardi, dopo le analisi effettuate oggi all’Istituto Superiore di Sanità, ha confermato che quello che ha ucciso a novembre la studentessa della Statale “è lo stesso batterio che ha provocato il caso di luglio. Si tratta di un batterio del ceppo di meningococco di tipo C, un batterio che sembra aggressivo. Per ora ci sono stati casi sporadici ma la scoperta incoraggia tutte le strategie per la prevenzione, che sono la profilassi già fatta sui contatti stretti (avuti dalle due studentesse) e una offerta attiva del vaccino alla popolazione”.

Secondo Ricciardi, proprio gli adulti sono tra le categorie più esposte al batterio. “Questi casi ci ricordano che da anni offriamo il vaccino per il meningococco C ai bambini e questo li protegge. La fascia più esposta è proprio quella degli adulti che non sono vaccinati, fermo restando che una copertura capillare dei bambini limita la circolazione del batterio e di fatto protegge anche gli adulti”.

La Regione Lombardia ha peraltro precisato che sui due casi di meningite accertati alla Statale di Milano “non è possibile determinare con certezza l’identità genetica con il ceppo di meningococco”. L’assessore regionale alla Sanità, Giulio Gallera, ha diffuso una nota per sottolineare che “dall’analisi richiesta ed eseguita dall’Istituto Superiore di Sanità sul materiale biologico disponibile l’ATS Milano ha comunicato che non e’ possibile determinare con certezza l’identità genetica
con il ceppo di meningococco del caso segnalato a luglio scorso”.

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La Regione Lombardia e l’ATS della Citta’ Metropolitana “si e’ comunque mossa immediatamente e in maniera preventiva proponendo la profilassi, contemplando anche la possibilità che i due casi potessero essere correlati. La profilassi proposta e le vaccinazioni sono dunque un intervento adeguato anche nell’ ipotesi di collegamento dei due casi”.

Le vaccinazioni delle 140 persone per le quali l’ATS ha previsto la somministrazione di vaccino cominciano venerdì prossimo “ma – ha sottolineato Gallera – non vi è alcuna necessita’ di una vaccinazione generale.

08/12/2016

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