Straniero in coma perché picchiato a Jesolo: Carabinieri identificano tre jesolani

ultimo aggiornamento: 04/07/2020 ore 11:55

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Straniero picchiato a Jesolo: è gravissimo.

Straniero picchiato a Jesolo. Furiosamente. E’ avvenuto la notte scorsa: l’accesso d’ira dopo alcune molestie compiute dalla vittima che hanno scatenato la reazione.

Lo straniero è un 38enne tunisino che ora si trova in fin di vita all’ospedale di Mestre. E’ stato picchiato a sangue, con calci e pugni, da un gruppo di giovani la notte scorsa all’esterno di un bar di Jesolo, nella zona di Piazza Milano.


L’uomo è stato ricoverato con traumi cranio-facciali, e si trova ora in terapia intensiva a Mestre.

I Carabinieri di San Donà (Venezia), che conducono il caso, stanno indagando per arrivare all’identificazione degli aggressori. Al momento il reato ipotizzato è di lesioni personali gravissime, in concorso.

Tutto è avvenuto intorno alle 3.50. Secondo la versione ufficiale, l’uomo, visibilmente ubriaco, a torso nudo, passando davanti ad un bar ancora aperto ha preso di mira gli avventori sui tavolini, con insulti, minacce, e anche lanciando una bottiglietta in vetro che però non ha raggiunto nessuno.


L’uomo sarebbe arrivato già in stato di alterazione, tanto che arrivando con la macchina avrebbe centrato alcuni bidoni delle immondizie. Poi avrebbe preso a bersaglio il gruppetto di persone che si trovavano all’esterno di un locale. Prima commenti, poi grida, infine insulti, forse anche sputi. Una situazione di molestie che sarebbe durata circa un’ora, finché qualcuno non ne ha potuto più.

Tre o quattro persone si sono alzate, si sono avvicinate all’uomo e sono volati calci e pugni. Nel frattempo era giunto l’allarme ai carabinieri, che arrivati sul posto hanno trovato l’uomo steso a terra, sanguinante e in gravi condizioni. Gli aggressori si erano dileguati.

Jesolo registra un altro episodio di quel capitolo di violenze che potrebbero assomigliare a ‘regolamenti di conti’ notturni tra gruppi o fazioni e forse tra nazionalità, come ci confida un testimone che lavora in un locale che lavora fino a tardi ma non vuole apparire.

Jesolo è uno splendido centro turistico, dotato geograficamente e ricco di servizi tanto che risulta molto in voga in Italia e nel mondo. Di sera, poi, diventa fantastico centro di movida che di per sé significa vita notturna sana e di divertimento. Quando subentra “qualcos’altro”, però, le cose cambiano.

“Tra i ragazzi della movida a volte c’è chi cerca lo ‘sballo’ e quasi sempre sono ‘nostrani’ in vacanza o pendolari in cerca di divertimento”, ci racconta il nostro testimone. “Chi offre lo sballo, il fumo, la pastiglietta o altro, invece è sempre straniero”. “Molto spesso gli appartenenti a questa seconda categoria si trovano pieni di soldi, amano molto – ma molto-molto – gli alcolici, e quando sono euforici arrivano a sentirsi padroni del territorio”. “A volte tutto nasce così, con ‘sbruffonate’, o molestie ad una ragazza di un gruppo, o molestie ad altri avventori che se ne stavano per conto loro, e via così… Pensano di comandare e poter fare o poter prendere tutto”.

Ma non c’è solo questo. “Negli ultimi tempi ho notato gruppi di giovanissimi, a volte minori, a volte appena maggiorenni secondo me, che arrivano organizzati per essere pronti alla rissa. Queste ‘gang’, mi pare di aver capito, a volte non provocano direttamente, ma prendono un qualsiasi pretesto per metterlo come provocazione”. “Ad esempio: ti chiedono una sigaretta, oppure se camminando ci si ‘sfiora’ ti accusano di averli spinti per attaccare briga ed è difficilissimo evitarla”. “Queste bande sono ‘miste’ da quanto vedo, ci sono giovanissimi italiani ma chi pare comandare è ‘straniero-italiano’ “.

Alla mente torna la maxi-rissa di qualche notte fa a Jesolo (nella foto), un fatto di cui sono circolate foto e video che dimostrano quanto brutale può diventare la furia umana.
Ora, invece, si parla di un uomo di origine tunisina, residente a Padova, anche noto per diversi precedenti, tra cui spaccio, che oggi lotta però tra la vita e la morte in terapia intensiva.

Aggiornamento 03/07/2020 ore 10.00.

I Carabinieri Comando Stazione Carabinieri Jesolo, in collaborazione dei colleghi del Nucleo Operativo della Compagnia di San Donà di Piave (VE), hanno già identificato e rintracciato alcuni responsabili della violenta aggressione avvenuta l’altra notte.

La vittima, un 38enne tunisino con precedenti, a torso nudo e verosimilmente in stato di ebbrezza, aveva infastidito alcuni avventori che si trovavano all’esterno di un locale vicino a piazza Milano, arrivando anche a gettare un oggetto (probabilmente una bottiglia di vetro) nei loro confronti.

Pressoché immediata è stata la reazione dei giovani, alcuni dei quali hanno rincorso ed aggredito con veemenza l’uomo colpendolo con calci e pugni e provocandogli un grave trauma cranio-facciale per il quale si trova in prognosi riservata presso l’ospedale dell’Angelo di Venezia-Mestre.

L’accusa contestata ai tre giovani trentenni attualmente identificati, tutti del luogo e incensurati, è di lesioni personali gravissime in concorso. Questa ipotesi di reato potrà però variare in base alle condizioni cliniche del ferito che viene considerato dai sanitari in pericolo di vita.

Anche gli indagati presentavano postumi del parapiglia avvenuto di notte: uno di loro ha riportato un trauma contusivo al ginocchio destro e alla mano sinistra, un altro delle escoriazioni al viso ed il terzo una frattura ad un dito della mano destra.

L’opera dei militari non si ferma: l’attività degli investigatori continua con incisività per giungere all’identificazione e al deferimento all’Autorità Giudiziaria di tutti coloro che hanno preso parte all’aggressione.

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