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Storie italiane di successo, l’esempio di Roberto Meneguzzo

Quando si parla di successi italiani, la mente corre al calcio, al design, alla moda, allo spettacolo, al cinema. Ci si dimentica di chi lavora dietro le quinte, anzi dietro una scrivania, ed è altrettanto determinante per la diffusione dei valori e del valore del made in Italy. Così accade alle storie degli imprenditori che […]

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Quando si parla di successi italiani, la mente corre al calcio, al design, alla moda, allo spettacolo, al cinema. Ci si dimentica di chi lavora dietro le quinte, anzi dietro una scrivania, ed è altrettanto determinante per la diffusione dei valori e del valore del made in Italy. Così accade alle storie degli imprenditori che hanno trascorso una vita tra numeri e grafici, rendendo grande il nome dell’Italia nel mondo.

Roberto Meneguzzo è uno di questi personaggi dalla testa china sulla scrivania e le mani cariche di grafici e diagrammi. Manager di lungo corso della finanza italiana e non solo, da 40 anni tira le fila di investimenti coraggiosi e scelte manageriali di successo.

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Come nasce l’amore per la finanza

Dalle piccole cose nascono grandi idee che portano a un successo lungo una vita: è capitato così a Roberto Meneguzzo che, nato in provincia di Vicenza nel 1956, come molti veneti si è iscritto all’Università Ca’ Foscari. Facoltà di economia, ovviamente. Dopo la laurea seguono specializzazioni negli USA, stage al COMIT di New York e il germoglio della sua attività finanziaria in Veneto.

Nel 1980 nasce Palladio Finanziaria, che raccoglie l’interesse prima delle ricche famiglie del Nord-Est italiano e poi di investitori dai nomi via via più altisonanti. Alti e bassi si susseguono come in tutte le attività di lungo corso, ma l’obiettivo resta puntato su quella che, anche grazie alle esperienze all’estero, secondo Meneguzzo è l’attività più interessante: la private equity.

Si creano partnership importanti con altri grandi nomi della finanza italiana – prima Giorgio Drago, poi Roberto Ruozi, ad oggi Presidente di Palladio – e si delinea la struttura di una società destinata a crescere e a seguire le novità del mondo finanziario. Oppure ad anticiparle. Così Roberto Meneguzzo e i suoi investono a breve-medio termine in società non quotate in borsa e le portano al successo, senza troppi fronzoli, mettendo in campo la liquidità necessaria ma anche idee nuove, guizzi d’ingegno e capacità manageriali che fanno la differenza tra il declino e la rinascita di molte attività.

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In questo consiste la private equity, tanto cara a Roberto Meneguzzo e alla sua Palladio: nel seguire un’azienda fino a rimetterla in sesto o spingerla verso il livello successivo. Con costanza e duro lavoro i risultati arrivano, sempre più importanti.

Lo sguardo puntato verso le nuove generazioni

Per Roberto Meneguzzo c’è un mix che funziona perfettamente, e lo ha dimostrato in questi quarant’anni di attività. Si tratta del prezioso equilibrio tra l’esperienza dei manager di lungo corso e l’entusiasmo delle nuove generazioni. Così inizia una ristrutturazione interna della società, che oggi è una holding partecipata dal capitale di 400 milioni. Ruozi, uomo di brillante acume ed ex rettore della Bocconi, è nominato Presidente mentre Roberto Meneguzzo mantiene il ruolo di Vice Presidente e senior partner del CDA.

Il resto viene affidato alle mani giovani ed entusiaste di Nicola Iorio ed Enrico Orsenigo, circondati da uno staff tutto al di sotto dei quarant’anni. Le attività si rinnovano con idee brillanti, attenzioni green e investimenti in settori in pieno sviluppo. Ad oggi circa il 20% di Palladio e delle sue società sussidiarie è dedicato alle energie sostenibili. Il fotovoltaico e l’eolico su tutti, con impianti che si estendono su tutto il territorio italiano, joint venture con Foresight, grosse vendite a colossi dell’energia come ERG.

Gli investimenti in altri settori, comunque, non si fermano. Anzi: accanto ai Brown Field fanno capolino le attività di Green Field, di investimento su società e progetti allo stato embrionale. Il mondo della finanza è in continuo fermento, in Italia come in Europa e nel mondo intero, e trovare partner di buon livello è fondamentale.

Già dal 2018, insieme al figlio Jacopo, Roberto Meneguzzo ha ricomprato tutte le quote di Palladio dalle banche venete che le possedevano e ha deciso di prendere direttamente in mano la gestione della sua creatura, che l’anno scorso ha raggiunto l’imponente traguardo dei suoi primi 40 anni. Anni di battaglie vinte e di salti nel buio, di investimenti coraggiosi e collaborazioni di rilievo. Anni che, comunque, non scalfiscono il desiderio di Roberto Meneguzzo e di tutti i suoi collaboratori di guardare ancora avanti, con fiducia e ottimismo verso un’Italia che ha tanto da dare ai suoi figli più operosi.

Redazione Venezia
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