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lunedì 08 Marzo 2021
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Stop bollini per le caldaie, Confartigianato Venezia e CGIA Mestre: temiamo caos

Stop bollini per le caldaie, Confartigianato Venezia e CGIA Mestre: temiamo caos

Stop al bollino verde. Gli Enti locali non potranno più venderli, d’ora in poi la palla passa alla Regione che in una recente comunicazione trasmessa a Comuni e Province ha ordinato di interromperne la vendita. I manutentori dovranno quindi sospenderne l’applicazione sul rapporto di efficienza energetica: il documento redatto dal tecnico qualificato che attesta l’avvenuta prova dei fumi dell’impianto termico garantendone l’efficienza e la sicurezza.

“Siamo decisamente preoccupati – commentano Massimiliano Rasa e Francesco Costantini, presidenti dei settore impiantistico rispettivamente di Confartigianato Venezia e CGIA Mestre, le due associazioni maggiormente rappresentative nel territorio comunale dei manutentori di impianti termici – in quanto viene sospesa la vendita dei bollini verdi, ma non si chiariscono tempi né le modalità con cui la Regione si sostituirà agli Enti locali nell’attività delle verifiche ispettive delle caldaie”.

I dati dimostrano come, a causa della crisi economica e di confusi e a volte distorti messaggi informativi, la situazione negli ultimi anni stesse già peggiorando.

Nel 2014 in Italia, secondo i dati forniti dai Vigili del Fuoco, gli intossicati da monossido di carbonio sono stati 150, nel 2015, 242 e nel solo mese di gennaio di quest’anno, 38.

Nel Comune di Venezia, sulla base dei dati forniti da Agire – Agenzia Veneziana Per l’Energia, i rapporti di controllo tecnico redatti dagli impiantisti qualificati sono diminuiti nell’arco di 4 anni di oltre l’80% (39.000 nel 2011, 7.000 nel 2015, non compensati certo dal nuovo sistema informatico regionale). Crollano anche le ispezioni: dalle 2.300 del 2006 alle 150 dell’anno scorso. Una diminuzione del 90% in 10 anni.

“Meno manutenzioni e meno verifiche – riprendono i due rappresentanti delle associazioni di categoria – significano meno sicurezza e più inquinamento atmosferico. Tutto questo in una città come Venezia che si è posizionata al terzo posto tra le 30 città più inquinate d’Italia, come descritto in un recentissimo dossier di Legambiente (Mal’Aria), seguita dalle vicine Padova, Treviso e Vicenza. Una vera e propria camera a gas metropolitana”.

La normativa europea prevede l’obbligo per ogni cittadino di far controllare la propria caldaia e il compito dei Comuni con oltre 30.000 abitanti, e delle Province nel restante territorio (così come previsto dalla Legge Regionale n. 11 del 2001), verificarne, con controlli sul campo, l’avvenuto adempimento.

Le manutenzioni degli impianti termici devono essere eseguiti esclusivamente da operatori qualificati in possesso di specifici requisiti professionali. E’ compito del manutentore compilare il rapporto di efficienza energetica alle scadenze previste dalla norma. Nel caso in cui l’utente decida di avvalersi del bollino verde, questo deve essere applicato dal manutentore sul rapporto di controllo efficienza energetica. Il bollino, fino a ieri, completava quindi l’autodichiarazione di avvenuto controllo di efficienza energetica delle caldaie: è facoltativo, ma grazie ad esso si finanziano le ispezioni da parte del Comune (la normativa nazionale impone che il costo delle verifiche sia a carico degli utenti).

Pesanti le sanzioni: fino a 3.000 euro per chi non provvede ad effettuare la regolare manutenzione dell’impianto e/o il controllo di efficienza energetica. E chi non richiedeva l’applicazione del sopracitato bollino rischiava, oltre all’ispezione da parte dell’ente, il pagamento dell’onere integrale pari ad ulteriori 96 euro.

La comunicazione della Regione trasmessa recentemente a Province e Comuni, spiega che: “… è nell’esclusiva competenza della Regione Veneto istituire o meno il contributo in argomento (il bollino, ndr), finalizzato all’adeguamento e gestione del catasto degli impianti termici di competenza regionale, nonché agli accertamenti ed alle ispezioni sugli impianti stessi di competenza degli Enti in indirizzo (gli enti locali, ndr)”.

“Tutto sembrerebbe limitarsi ad un mero passaggio di consegne nelle mani della Regione – commentano Rasa e Costantini – che accentrando su di sé le competenze si occuperà di fare le ispezioni e di incassare i soldi per la copertura dei relativi costi che, vale la pena ribadirlo, devono essere a carico dei soli utenti degli impianti senza incidere sulle finanze pubbliche. Ma quando la nuova stagione delle verifiche ripartirà, non è dato saperlo. Chiediamo dunque chiarezza su tempistiche e modalità. A comprova del nostro spirito collaborativo ricordiamo anche che le nostre Associazioni avevano promosso e stipulato a suo tempo un protocollo d’intesa con il Comune e le associazioni dei consumatori, dove i manutentori si impegnavano, oltre ad applicare tariffe convenzionate, a garantire un certo numero di manutenzioni gratuite per famiglie meno abbienti segnalate dell’assessorato ai servizi sociali e rientranti nelle cd. fasce deboli”.

“Da quando è stato istituito il bollino verde – spiegano i due rappresentanti – (nel 2005 in Comune di Venezia) si è creato un circolo virtuoso tra utenti, manutentori ed organi di controllo. La spesa del bollino per la caldaie di casa, da sostenersi con frequenza quadriennale, ammonta a 7,20 euro: questa tariffa andava di fatto a finanziare le ispezioni, quindi più vigilanza sulla sicurezza degli impianti termini e sui fumi che provocano inquinamento ambientale. Con quanto incassato dalla vendita dei bollini, il Comune, tramite la propria Agenzia per l’Energia (Agire) è riuscito a garantire, specialmente nei primi anni, un numero adeguato di ispezioni. Ora viene azzerato tutto. L’intervento della Regione Veneto se non sarà puntuale e tempestivo, rischia di smantellare definitivamente il sistema controlli/manutenzioni/bollini sui territori che ha già perso molti pezzi per strada. Oggi, infatti, il sistema dei bollini verdi è sopravvissuto solo nei Comuni di Venezia e Padova, e nella Provincia di Padova”.

“Certo è che l’assenza di chiari e rapidi interventi sostitutivi – proseguono Rasa e Costantini – come l’istituzione di un unico bollino regionale uniforme (per importo e modalità di applicazione) o la costituzione di un fondo per la copertura economica dell’attività delle ispezioni rischia di diventare la pietra tombale di un servizio fondamentale oltre che obbligatorio. E’ probabile infatti che anche gli ultimi tre enti locali, compreso il Comune di Venezia, che hanno resistito nel mantenere in piedi il sistema di verifiche degli impianti a breve cesseranno completamente la propria attività di verifica dello sullo stato degli impianti termici”.

“Nel frattempo – concludono Rasa e Costantini – abbiamo appreso che l’Ufficio Impianti termici del Comune ha scelto in via cautelativa di sospendere la vendita dei bollini in attesa di un atto politico. Noi non possiamo che attendere, e chi vivrà vedrà”.

11/02/2016

(cod caldaieboll)

Data prima pubblicazione della notizia:

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