Stefano Croce assessore al Turismo di “Terra e Acqua 2020”

ultimo aggiornamento: 07/09/2020 ore 11:44

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Stefano Croce assessore al Turismo di “Terra e Acqua 2020”

E’ Stefano Croce, Presidente dell’associazione Guide Turistiche di Venezia, l’assessore al Turismo designato di “Terra e Acqua 2020”.

In una conferenza stampa organizzata ieri a Rialto, la lista civica ha presentato ai giornalisti chi si occuperà di “riequilibrare” e rendere “sostenibile” il settore turistico a Venezia per “Terra e Acqua 2020”.


Classe 1962, padovano di nascita e veneziano/dalmata d’origine, Stefano Croce ha alternato per vent’anni l’insegnamento universitario alla libera professione di architetto, superando nel 2012 l’esame di abilitazione per guide turistiche e divenendone tre anni fa il Presidente: “Dopo un paziente lavoro di riunificazione – ha dichiarato – la nostra è l’unica associazione attualmente riconosciuta”.

La parte del programma relativa al turismo “sostenibile” porta la sua firma: “è stato scelto questo aggettivo – ha spiega Croce – per distinguere quel settore nato a Venezia con i ‘grand tour’ del 1600 da chi scende dai lancioni per due ore senza lasciare nulla: qualche diga va eretta per non perdere i visitatori di cui abbiamo bisogno. ‘Terra e Acqua 2020’ non demonizza il turismo ma le sue proporzioni fuori controllo: vedere in periodo di Covid-19 i vaporetti strapieni è un’immagine che ci danneggia”.

Stefano Croce è tornato su quell’idea di “città” che a Venezia sembra ormai tramontata: non è più quell’ ”ottimo luogo” dove si viveva venti/trent’anni fa: “Il turismo che proponiamo non deve essere fagocitante – ha continuato – stiamo perdendo 1.000 residenti l’anno, scompaiono i servizi e le attività. Noi parliamo di ‘equilibrio’: un concetto che non figura nei programmi degli altri candidati. ‘Equilibrio’ non solo tra escursionisti e pernottanti ma soprattutto con la residenzialità, con l’ambiente, con l’economia e la cultura, che non vuol dire solo ‘eventi’. Il sindaco uscente parla di ‘distribuzione’, non di ‘soglie massime’, con la ‘tassa di sbarco’ istituita solo per ‘far cassa’ e quei ‘tornelli’ che alimenterebbero l’idea di ‘museizzazione’, non di ‘città’”.


Ha preso poi la parola Marco Gasparinetti, parlando rispondendo a chi lo ha accusato di aver “copiato” il programma di altre liste. Il candidato sindaco ha ricordato come l’idea di gestire i flussi tramite “tetto massimo” e “prenotazioni” provenga da alcuni incontri del 2017 organizzati dal “suo” “Gruppo25Aprile”: tali soluzioni furono esposte dalla funzionaria regionale Roberta Bartoloni “mentre un attuale capolista stava seduto in prima fila ad ascoltare”.

Ma la “soglia di carico” di Van der Borg, Gasparinetti preferisce chiamarla “soglia di accoglienza”, trattando i visitatori come ospiti piuttosto che come merce: “per avere rispetto è necessario darlo”.

Si è poi parlato di Mestre, relegata ormai a “città dormitorio”: una riqualificazione del Canal Salso nello stile dei Navigli milanesi ripristinerebbe la ‘porta di Venezia’ generando attività, posti di lavoro ma soprattutto un luogo da visitare. “Se un turista chiedesse oggi una mappa di Mestre non so neanche se la troverebbe – ha ironizzato Gasparinetti – ci vuole equilibrio in tutto, non una Venezia sovraffollata e una Terraferma morta”.

Prima della fine si è passati le domande: il candidato sindaco ha chiarito sulle Grandi Navi, il cui futuro sarebbe fuori dalla Laguna (“un settore commerciale da 6,6 miliardi e 21 mila posti di lavoro non può dare la precedenza alla crocieristica”), sulle categorie esenti dal pagamento della “prenotazione” (“ci saranno i clienti degli studi professionali, dei laboratori artigiani e dei ristoranti ma non certo ‘tutti i veneti’ come vorrebbe Brugnaro: spesso sono loro ad affollare la città con i ‘bacaro tour’ e gli ‘addii al celibato’”) ed eventuali apparentamenti al secondo turno (“sottoscriveremo accordi solo se verranno accettati i punti cardine del nostro programma e i nostri assessori”), ricordando che se “Terra e Acqua 2020” non vincerà, il candidato sindaco tornerà “a fare il suo lavoro, lasciando a Ca’ Farsetti il maggior numero di consiglieri che conoscano il territorio”.

“Dopo l’ex Generale dei Carabinieri Ottavio Serena alla Sicurezza, questo è il secondo assessore che annunciamo – ha concluso Gasparinetti – perché “Terra e Acqua 2020” non affida le nomine con lottizzazioni e accordi ma agli esperti del settore. Stefano con il turismo ci vive, e noi vogliamo un turismo che faccia vivere. Abbiamo redatto un programma di 78 pagine: sappiamo che non piacerà tutti e che qualche voto lo perderemo, ma vogliamo essere chiari. Sempre meglio di chi, come ‘il gatto e la volpe’, limitano le promesse a qualche slogan di 4-5 righe: un vero e proprio ‘assegno in bianco’ consegnato agli elettori”.

Stefano Croce ha infine ricordato come Brugnaro sostenga l’“intanto torniamo come prima, poi si vedrà”, mentre “la verità è che se perdiamo l’occasione di cambiare ora, avremo perso per sempre”.

Nino Baldan

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