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Statevene a casa… a giocare per esempio. Le recensioni pandemiche

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STATEVENE A CASA!

Ora, finito l’appello, passiamo a parlare di quello che è il nostro consueto ambito di discussione, il gioco. Quindi: STATEVENE A CASA e passate il tempo libero che avete a giocare a tutto quello che vi capita a portata di mano (sì, anche un Monopoly del 1979 ancora nella scatola rotonda, suvvia, non serve fare gli schizzinosi…).

Se poi proprio volete provare a “esorcizzare” questo momento così complicato, esistono anche almeno un paio di giochi (ma uno soprattutto ha generato seguiti e espansioni tutte di alto livello) che vi permetteranno di provare la sensazione – per lo meno virtuale – di poter fare qualcosa contro il virus e di combatterlo, oltretutto nella modalità, che così tanto si adatta alla situazione attuale, del gioco possibile sia in solitario che in modalità cooperativa.

Partiamo dal classico, da un prodotto che anche chi è totalmente o quasi a digiuno di giochi di società ha sicuramente per lo meno intravisto nelle pagine facebook dell’ultimo mese. Pandemic: una nuova sfida è un gioco da pandemic box giocotavolo cooperativo ideato da Matt Leacock (che solo con questo si è garantito l’immortalità ludica e profitti per la vita) pubblicato da Z-Man Games nel 2007 e in Italia da Asmodeé in tutte le sue numerose varianti.

Scopo del gioco originale è quello di debellare quattro malattie potenzialmente letali dal mondo, ognuna delle quali si diffonde in una specifica zona della Terra e aumenta gradualmente.
I giocatori (che collaborano tra di loro CONTRO il gioco stesso, e saranno quindi o tutti vincitori o tutti sconfitti) rivestono uno dei cinque ruoli possibili (Responsabile Trasporti, Medico, Scienziato, Ricercatore, Esperto delle Operazioni= con lo scopo di salvare l’umanità scoprendo le quattro cure prima che sia troppo tardi viaggiando per il mondo, cercando di arginare l’espandersi delle infezioni e raccogliendo le risorse necessarie.

In questo gioco (e questo direi che insegna molto) non si può assolutamente pensare di vincere da soli, ma la collaborazione è fondamentale contro lo scorrere sempre più veloce del tempo. Ogni partita è sostanzialmente diversa per il diverso ordine di uscita delle carte epidemia e la scelta dei personaggi da giocare spesso si rivela fondamentale.

Oltre alla versione base, esistono piacevoli varianti dedicate alla lotta contro le invasioni barbariche (Rome), i miti di Lovercraft (Pandemic Chtulu), i disastri marini (Alta marea) e una anche nella quale si invertono i ruoli e i giocatori sono il virus stesso (Contagio).

plague box giocoDisponibile solo in inglese con traduzione italiana ma comunque molto scorrevole e facile da giocare anche per chi non è perfettamente a suo agio con la lingua è invece, Plague Inc (Ndemic creations), altro gioco gestionale di strategia in cui vestire i panni di un gruppo di letali malattie che provano a diffondersi nel mondo per causare l’estinzione della specie umana.

Niente collaborazione, però, in questo caso: gli altri giocatori, nei panni delle altre piaghe, vi combatteranno e lo stesso faranno gli umani Partendo con il “Paziente Zero”, dunque, lo scopo sarà quello di diffondersi prima in maniera lieve per non dare nell’occhio, poi evolvendo il DNA si potranno aggiungere nuovi sintomi in grado di mettere in ginocchio interi continenti.

Via via che la piaga si sarà diffusa nel mondo, le varie nazioni potranno reagire cercando di eliminarvi, ma grazie ad alcuni eventi, sarà possibile influenzare le sorti del mondo e delle piaghe avversarie.

Ovviamente, si fa per giocare e divertirsi, ma ricordiamoci che quello che si sta vivendo fuori NON E’ UN GIOCO, quindi, anche se magari queste proposte vi sembreranno non del tutto adatte al periodo, ribadiamo il concetto: STATE A CASA anche a fare altro, tanto noi, umili recensori al vostro servizio, non ce la prenderemo (e resteremo a giocare a Zombicide, ma questo è un altro discorso…)

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