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Sposi a Venezia nel 2017, Morata e Alice si separano

Alvaro Morata, attaccante del Milan, ha annunciato ufficialmente la sua separazione dalla moglie Alice Campello tramite un post su Instagram. “Dopo un periodo di riflessione, Alice ed io abbiamo deciso di separarci,” ha scritto il giocatore spagnolo, rivelando la fine del loro matrimonio. Morata ha poi espresso gratitudine per gli anni trascorsi insieme, sottolineando come […]

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Alvaro Morata, attaccante del Milan, ha annunciato ufficialmente la sua separazione dalla moglie Alice Campello tramite un post su Instagram. “Dopo un periodo di riflessione, Alice ed io abbiamo deciso di separarci,” ha scritto il giocatore spagnolo, rivelando la fine del loro matrimonio. Morata ha poi espresso gratitudine per gli anni trascorsi insieme, sottolineando come il loro amore abbia dato vita ai loro quattro figli, che considera il dono più prezioso della loro unione.

“È una decisione dolorosa,” ha aggiunto il calciatore, “e per questo chiediamo rispetto ed empatia. Non cercate di inventare storie per ottenere visibilità, perché non ci sono mai stati episodi di mancanza di rispetto, ma solo incomprensioni che, nel tempo, hanno logorato la relazione. Alice avrà sempre un posto speciale nel mio cuore.”

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Anche Alice Campello ha condiviso i suoi pensieri sulla separazione, descrivendola come “la decisione più difficile” che abbiano mai preso. Ha confermato che non ci sono state interferenze di terze persone o mancanze di rispetto, precisando che, nonostante l’amore che continuano a provare l’uno per l’altra, piccoli conflitti non risolti hanno portato alla rottura della relazione.

Fine di una storia d’amore, dunque, ma con sentimento: “Non avremmo potuto amarci di più di quanto abbiamo fatto, ma arriva un momento in cui si accumulano tanti piccoli litigi stupidi e mal gestiti, e alla fine le cose si rompono ed esplodono,” ha dichiarato la Campello.

Laura Beggiora
Laura Beggiora
Giornalista, speaker radiofonica e presentatrice tv. Curatrice di eventi, trasferita in Veneto dopo lunga permanenza in Toscana. Ospite in alcune trasmissioni di Canale 5. laura_b@lavocedivenezia.it
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7 persone hanno commentato. La discussione è aperta...

  1. Il divorzio come l’aborto è un diritto in un paese che si dice civile. Ppoi ognuno é libero di decidere se avvalersene o meno. Piuttosto portiamo rispetto per decisioni che sempre comportano una profonda sofferenza. Per favore!

  2. Il divorzio va abolito.
    I soldi non fanno la felicità.
    Ci si sposa – IN CHIESA! – per restare insieme nel buono e…sopratutto…nel cattivo tempo!

    Ho il cuore spezzato per questa notizia improvvisa e che mi rattrista.

      • Caro Santisepo,

        Trovo giusto che la Redazione pubblichi tutti i post di chiunque abbia qualcosa da dire. Questa si chiama democrazia. Capisco che oggi in Italia ci sia un pensiero unico e che, se la pensi diversamente, sei subito definito fascista, razzista, omofobo, e così via. Tuttavia, è importante che tutte le opinioni possano essere espresse liberamente.

        Per quanto riguarda il divorzio, non credo che debba essere abolito. Tuttavia, penso che il matrimonio in chiesa dovrebbe essere riservato a chi ha una fede religiosa, escludendo quindi gli agnostici.

        • Pubblicare e divulgare un commento che inizia con “il divorzio va abolito” non ha niente a che vedere con la difesa della democrazia. Chi ti ha raccontato che una testata giornalistica debba pubblicare qualsivoglia frase, senza una linea editoriale? Al contrario, è responsabile per i testi che pubblica. Questo vale per ogni notizia, anche quelle di costume o pettegolezzo come questa. La mia richiesta era e rimane quella di moderare i commenti di chi usa espressioni divisive e un tono aggressivo allo scopo di molestare il prossimo (ai miei tempi si chiamava bullismo). Per chi ancora non lo sapesse o per chi facesse finta di non sapere, quello dei contenuti falsi spacciati per veri (audio, video), o dei commenti studiati a tavolino per inquinare il dibattito, è la questione di diritto più discussa oggi nei paesi democratici. I Fabio Perceval vanno educati al rispetto delle diverse sensibilità di chi si troverà a leggerne i commenti. Se ci pensi è ciò che viene ripetuto ai nostri scolari ogni singolo giorno di scuola. Fortunatemente NON siano ancora arrivati alla follia di insegnare che scrivere una cosa o un’altra è lo stesso, l’importante è dire tutto quello che ci passa per la testa, “di chiunque abbia qualcosa da dire”.

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