Spinea, maltrattamenti in famiglia per anni: botte alla madre e al fratello. Arrestato

ultimo aggiornamento: 23/01/2020 ore 10:11

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Maltrattamenti in famiglia a Spina, intervengono i carabinieri.

Lunedì i militari della Stazione di Spinea hanno tratto in arresto su ordinanza di custodia cautelare personale, per il reato di maltrattamenti aggravati e lesioni personali dolose aggravate nei confronti di familiari, P.A., 30enne del posto.

L’uomo, è accusato di comportamenti violenti e vessatori nei confronti della madre sin dal 2016, umiliata, percossa e minacciata di morte a più riprese.

Lo stesso comportamento era tenuto anche con il fratello alle soglie della maggiore età, il quale volontariamente non lasciava mai sola la madre in casa per cercare di difenderla dalla rabbia dell’esagitato.

La violenza era dettata dall’uso di sostanze stupefacenti, tanto che l’unico periodo di pace relativa per la donna ed il ragazzo era venuto nei mesi in cui l’uomo aveva intrapreso un periodo di disintossicazione in comunità.

Una volta rientrato tra le mura domestiche, però, erano riprese le minacce di morte, condite dalle violenze consistenti in percosse anche gravi, con conseguenti lesioni anche con varie settimane di prognosi.

L’uomo sfogava la propria furia anche con il lancio di tutte le suppellettili che trovava in casa, compresi coltelli e le frecce con l’arco, distruggendo mobili e soprammobili senza alcun ritegno.

L’intervento effettuato dai Carabinieri è il culmine di una indagine immediata, secondo il nuovo protocollo conosciuto come “codice rosso” in tema di violenza domestica.

In pochi giorni i primi riscontri investigativi hanno posto fine ad una storia che si protraeva, purtroppo, da anni, nella vana speranza che potesse migliorare.

Le indagini dei Carabinieri infatti, hanno evidenziato che la madre e il fratello minore dell’uomo, da fine 2016 venivano quotidianamente offesi e minacciati, nonché picchiati tanto da essere più volte ridotti con il viso gonfio e tumefatto.

Terribile il quadro refertato dagli uomini dell’Arma, una storia di violenze insostenibili, di paura, costellate da centinaia di episodi sfociati in violenza e minaccia di morte. Oltre ai calci e pugni sferrati senza motivo infatti, il violento era solito spaccare tutto ciò che trovava dinanzi, mobili di casa, rottura di porte, di pensili della cucina, vetrate, piatti , bicchieri, e tutto quello che capitava a tiro, incapace di qualsiasi tipo di autocontrollo.

L’unica pausa avuta è stato il periodo di pochi mesi nel corso dei quali l’uomo aveva accettato di sottoporsi ad una terapia di recupero dalla tossicodipendenza, ma per tutto il 2019 tale soluzione è stata categoricamente rifiutata dall’interessato, portando ad uno stato di costrizione e vero e proprio terrore domestico, sfociato nella presentazione della denuncia del figlio/fratello ai Carabinieri.

L’indagine ha ricostruito – come detto – anni di violenze con chiari episodi qualificati da precisi riscontri, ma sono innumerevoli i fatti e le condotte riportate, informando conseguentemente l’Autorità Giudiziaria che ha infine emesso il provvedimento restrittivo eseguito lunedì dai militari della Stazione di Spinea, unico rimedio alla cieca furia.

L’uomo, dopo le incombenze di rito, è stato tradotto in carcere a Venezia in “codice rosso” per maltrattamenti in famiglia, aggravati poiché commessi alla presenza e contro un minore nonché per lesioni personali dolose, anche queste aggravate.

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