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Questa mattina, alle 9.30, due attiviste del movimento Fondo Riparazione di Ultima Generazione hanno scelto un modo pacifico e silenzioso per portare la loro protesta nel cuore pulsante di Venezia. In Piazza San Marco, mentre l’area era invasa dai festeggiamenti per la 9° edizione della Maratona dei Babbi Natale, le due donne si sono sedute con due cartelli evocativi. I cartelli, con scritto “A VALENCIA È DURATO POCHI GIORNI E A VENEZIA?” e “STIAMO CORRENDO VERSO IL COLLASSO”, hanno attirato l’attenzione dei passanti, suggerendo un potente messaggio di allarme riguardo ai temi del cambiamento climatico e del consumismo.
Il Comitato sottolinea che nonostante il loro gesto non abbia interrotto la manifestazione né creato disagi, le due attiviste sono state identificate dalle forze dell’ordine. Una di loro, residente a Venezia, è stata multata e entrambe sono state sottoposte al Daspo urbano, un provvedimento che vieta loro di tornare per 48 ore. Un silenzio che, in un contesto di festa e consumismo natalizio, sembra intaccare l’ideale di un periodo di spensieratezza.
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Scopri come fare
“Non possiamo più permetterci di essere spettatori inerti. Dobbiamo mettere i nostri politici dinanzi alle loro responsabilità nell’affrontare la crisi climatica e nel mettere al sicuro i territori fragili. Ne va della nostra vita. Ciò che è successo a Valencia, non è una fatalità inevitabile ma l’effetto collaterale di un sistema politico-economico insostenibile. La Spagna e L’Italia hanno condizioni climatiche simili e quindi simili problemi da affrontare. Si affacciano entrambe sul Mediterraneo, un’area geografica in cui il riscaldamento globale corre veloce, di certo più veloce delle politiche che dovrebbero prevenire o quantomeno mitigare gli effetti e le inefficienze nella catena di allerta per le alluvione a Valencia ne sono una prova: ABBIAMO NECESSITÀ DI UN FONDO RIPARAZIONE, firma anche tu la petizione per chiedere l’istituzione”.
“In Italia non siamo messi meglio della Spagna e lo sappiamo bene perché ci sono persone che le inefficienze del sistema, anche solo nell’ottenere dei risarcimenti dopo aver perso la casa in eventi climatici estremi, le vivono sulla propria pelle. Il PNACC (Piano nazionale adattamento ai cambiamenti climatici), approvato a gennaio di quest’anno è una scatola vuota. Per questo, chiediamo con ancora più forza, l’istituzione di un Fondo Riparazione preventivo, permanente e partecipato da prevedere annualmente nel bilancio dello Stato. Il Fondo non dovrà servire solo come risarcimento danni, ma anche per mettere in sicurezza i territori più a rischio. I soldi dovranno essere ottenuti prendendoli dai responsabili della crisi climatica: attraverso l’eliminazione dei Sussidi Ambientalmente Dannosi (SAD), la tassazioni degli extra-profitti delle compagnie fossili, il taglio di stipendi premi e benefit ai loro manager, delle enormi spese della politica e delle sempre più ingenti spese militari. Per questo continueremo a scendere in strada, a fare azioni di disobbedienza civile nonviolenta, assumendoci la responsabilità delle nostre azioni, affrontando la repressione, tribunali e processi”.
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Protestare è un diritto, ma bisogna farlo rispettando le leggi , basta comunicare alla questura che il giorno x dalle ore y alle ore z si farà un sit in , viene rilasciata un autorizzazione e nessuno ti manda via o ti da un daspo , a meno che non ci siano disordini.
Per quanto riguarda il disastro di Valencia ,che ha provocato centinaia di vittime, ho scoperto che , secondo i paleoclimatologi, il fenomeno nei secoli si è ripetuto ciclicamente….
Un bel calcio in c**o
a chi il calcio?
A tutti gli ecosistemiti portatori di danni incalcolabili, figli di papà nullafacenti.
non si puo’ piu’ manifestare questa è la verita’. i vandali tipo quello che ha distrutto le mani della madonna era libero di circolare dove voleva queste poveracce che rischiano di andare in galera per manifestare peruna causa giusta si beccano pure la multa la gente nonsi rende conto che ci stanno togliendola parola