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mercoledì 20 Ottobre 2021

Silvio Berlusconi sottoposto a perizia psichiatrica, lo chiedono i giudici

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Silvio Berlusconi dovrà essere sottoposto ad accertamento psichiatrico, lo hanno disposto i giudici milanesi del caso Ruby ter per accertare le sue condizioni di salute e, dunque, la sua capacità di partecipare al processo.
Troppe, evidentemente, le istanze di legittimo impedimento presentate dal Cavaliere sin dall’inizio, troppi i ricoveri al San Raffaele a ridosso delle udienze.
Silvio Berlusconi, però, non solo, davanti a ciò che ritiene un affronto e un’umiliazione, rinuncia a sottoporsi agli esami, ma rinuncia anche ad interessarsi di come continuerà il procedimento: «Si proceda, dunque, in mia assenza, alla celebrazione di un processo che neppure sarebbe dovuto iniziare, nella consapevolezza che anche successivamente verrà riconosciuta l’assoluta correttezza del mio comportamento e sarò assolto da ogni accusa».

Berlusconi risponde tornando ad attaccare la magistratura e lo fa con toni duri, non certo inusuali, ma che non metteva in campo da tempo.
Il motivo è la perizia disposta dai giudici milanesi del caso Ruby ter per accertare le sue condizioni di salute e di conseguenza la sua capacità di partecipare al processo, dopo le tante istanze di legittimo impedimento presentate dal Cavaliere.
L’ex premier soprattutto non può “accettare” la decisione di una valutazione anche psichiatrica, “lesiva della mia storia e della mia onorabilità”, oltre che un “evidente pregiudizio nei miei confronti”.
Da qui la scelta: “si proceda, dunque, in mia assenza alla celebrazione di un processo”, dice, dato che è “ingiusto”.

Dopo che ieri i giudici della settima penale, davanti al quale sono imputati l’ex premier per corruzione in atti giudiziari e altre 28 persone, tra cui molte ‘olgettine’ anche accusate di falsa testimonianza, hanno dato l’incarico a un pool di medici, oggi il leader di Fi ha inoltrato una dichiarazione al presidente del collegio Marco Tremolada.
“L’ipotesi di sottopormi ad una ampia ed illimitata perizia psichiatrica da parte del Tribunale – ha scritto – dimostra, per ciò che ho fatto nella vita in molteplici settori fra cui l’imprenditoria, lo sport e la politica, un evidente pregiudizio nei miei confronti e ben mi fa comprendere quale sarà anche l’esito finale di questo ingiusto processo”.
E ancora: “Non posso quindi accettare tale decisione, che è lesiva della mia storia e della mia onorabilità. Si proceda, dunque, in mia assenza alla celebrazione di un processo, che neppure sarebbe dovuto iniziare, nella consapevolezza che anche successivamente verrà riconosciuta la assoluta correttezza del mio comportamento e sarò assolto da ogni accusa”.

I giudici, che avevano deciso sulla perizia l’8 settembre dopo uno stop del processo di tre mesi e mezzo, avevano fissato per lunedì l’inizio degli accertamenti.
Gli esiti della perizia avrebbero potuto portare al proseguimento del dibattimento per tutti, se fosse stata riconosciuta la capacità processuale di Berlusconi, o alla separazione temporanea della posizione dell’ex premier, in caso contrario.
Dopo la mossa del Cavaliere, venendo meno il presupposto dell’impedimento, la perizia non si farà più e i giudici fisseranno un’udienza per andare avanti.

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Nella missiva di risposta di una pagina e mezzo inviata dall’ex presidente del Consiglio egli risponde anche alle osservazioni dell’aggiunto Tiziana Siciliano e del pm Luca Gaglio che nella scorsa udienza avevano detto che il suo è il “quadro clinico” di “un uomo molto vecchio con tante piccole fastidiose patologie”.
E li classifica come “toni e modi davvero inaccettabili nei confronti miei e dei medici” da parte di pm che tra l’altro a fine maggio, proprio sulla base delle relazioni mediche difensive, avevano chiesto “lo stralcio della mia posizione”.

Poi, ancora un riferimento a quegli accertamenti psichiatrici, da effettuare assieme a quelli cardiologici, “al di fuori di ogni logica”.
Nell’ambito delle consulenze della difesa, scrive ancora, “vi è stato anche un contributo sotto tale profilo, ma esclusivamente per dimostrare la correlazione che lega lo stress alla patologia cardiaca di cui sono portatore”.

Per l’avvocato Federico Cecconi la scelta di Berlusconi, il quale, va detto, non si era mai presentato nel processo nemmeno nelle prime udienze senza questioni di impedimenti, “rischia di costituire un grave vulnus per la sua difesa, in un momento particolarmente delicato del processo”, perché sta per arrivare la fase dell’esame degli imputati.
E malgrado sia ancora in uno stato di “defedazione”, ossia deperimento, “acconsente, suo malgrado, alla prosecuzione del dibattimento in sua assenza”.

Attorno a Berlusconi si sono stretti con dichiarazioni tanti ‘big’ del partito, tra cui Antonio Tajani, Coordinatore nazionale di Forza Italia, che ha definito la perizia “inaccettabile”.

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