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Il sindaco di Trento, Franco Ianeselli, ha firmato un’ordinanza che vieta l’irrigazione di orti e giardini nelle ore diurne in alcune frazioni della città, misura che nasce per contenere i consumi d’acqua dopo settimane senza piogge e con temperature elevate. Il divieto riguarda specificamente Valsorda, Gazzadina, Mattarello Alta, Cadine, Villamontagna, Cimirlo, Oltrecastello, Cognola, Romagnano e Ravina.
Nelle aree interessate l’acqua dell’acquedotto comunale potrà essere impiegata soltanto per usi domestici nella fascia oraria compresa tra le 7 e le 21. L’annaffiatura di piccoli orti e giardini è ammessa esclusivamente tra le 21 e le 7 e soltanto nello stretto necessario, con l’esplicito divieto di sprechi.
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Scopri come fare
Il provvedimento è stato concordato con il gestore idrico Novareti e punta a ridurre i picchi di prelievo nelle ore di maggior richiesta. Secondo il Comune, l’obiettivo è preservare la continuità del servizio e garantire le forniture per gli usi prioritari della popolazione, almeno finché perdurerà l’attuale fase di scarsità.
La decisione segue l’andamento delle ultime settimane: la prolungata assenza di precipitazioni e le ondate di caldo hanno ridotto le risorse disponibili per l’alimentazione dell’acquedotto comunale, determinando tensioni nella rete. Limitare l’irrigazione nelle ore centrali della giornata, quando anche l’evaporazione è maggiore, è una misura che riduce la domanda complessiva e contribuisce a stabilizzare la pressione nelle tubature nei momenti critici.
Per chi viola le prescrizioni l’ordinanza prevede sanzioni amministrative da 89 a 534 euro, con la possibilità di pagare in misura ridotta entro 60 giorni dalla contestazione. Il provvedimento resterà in vigore fino al superamento dell’attuale periodo di emergenza.
La scelta di Trento non è isolata. In diverse comunità dell’Appennino bolognese sono state adottate misure analoghe: Alto Reno Terme (per la frazione di Granaglione), Camugnano, Castel d’Aiano, Gaggio Montano e Vergato hanno limitato l’uso dell’acqua potabile agli usi domestici essenziali fino a metà settembre, con sanzioni fino a 500 euro per i trasgressori. A Castiglione dei Pepoli è stata invece introdotta una regolazione più frammentata, valida in alcune fasce orarie.
Le ordinanze in Emilia-Romagna sono arrivate dopo segnalazioni di reti idriche in difficoltà. Secondo quanto riportato da Il Resto del Carlino, a Castel d’Aiano nei giorni scorsi una residente è rimasta senza acqua per tre giorni; Hera, interpellata, aveva attribuito il problema allo «uso eccessivo d’acqua» che mette sotto stress le condotte.
La stretta sull’irrigazione riflette una pratica diffusa nelle situazioni di emergenza idrica: concentrare i prelievi in fasce notturne limita le perdite per evaporazione e distribuisce in modo più uniforme la domanda sull’infrastruttura. Resta comunque centrale l’appello delle amministrazioni ai cittadini perché adottino comportamenti di risparmio idrico e riducano gli usi non essenziali.
Il fenomeno della siccità è di portata ormai europea: in Francia, segnalano le autorità, quasi il 70% del territorio è soggetto a restrizioni sull’uso dell’acqua, una condizione che sta influenzando anche la navigazione sul Reno. In Italia le misure locali mirano a evitare interruzioni di fornitura e a preservare la risorsa nei settori più critici.
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