Sgombero appartamenti occupati a Musile, Speranzon: “Un plauso alle forze dell’ordine”

ultima modifica: 06/04/2019 ore 16:36

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Sgombero appartamenti occupati a Musile, Speranzon: "Un plauso alle forze dell'ordine"

“Un plauso alle forze dell’ordine e al sindaco Silvia Susanna per l’azione di sgombero a Musile”.

Così il presidente dell’Ater di Venezia, Raffaele Speranzon, commenta l’operazione congiunta di carabinieri e polizia locale per lo sgombero di quattro appartamenti in un condominio a Musile di Piave, fino a ieri mattina occupati abusivamente.

“Grazie a un intervento coordinato, che ha visto il supporto dei servizi sociali per la presenza di alcuni minori – afferma Speranzon – sono stati recuperati alcuni alloggi già tenuti d’occhio dagli agenti della municipale e dal Comune. Come capita spesso, le situazioni di degrado coinvolgono anche l’ambiente circostante, creando un senso di insicurezza nei vicini e in chi si trovava a passare lì vicino in orario serale. Situazioni che ci sono ben note, e per questo auspico che azioni così incisive possano ripetersi anche in altre zone, in edifici di pubblica proprietà. Si apre poi un altro capitolo, altrettanto importante – prosegue il presidente dell’Ater – quello delle ri-occupazioni abusive. Spesso chi esce con lo sfratto dagli alloggi non ha alcun timore o remora a rientrare illegalmente in altre case o nella stessa con l’effrazione, come accaduto la scorsa settimana nel Quartiere Pertini. Questo accade per più motivi: ci sono persone che non hanno nulla da perdere, e una volta fuori dalla casa cercano di rientrarvi ad ogni costo, anche mettendo a rischio la propria e l’altrui incolumità, perché non vogliono andarsene. Poi vi sono persone che per difficoltà culturali non chiedono aiuto agli enti preposti, e scelgono la scorciatoia più semplice, quella dell’illegalità. Infine, c’è un senso di impunità diffuso, cresciuto negli anni per azioni simili, e molti occupanti che hanno con sé dei bambini si sentono intoccabili, e talvolta lo ostentano pure”.

“Come Ater – conclude Speranzon – abbiamo l’obbligo e il dovere di recuperare le nostre case per restaurarle e poterle rendere disponibili ai cittadini aventi diritto. E’ ciò che stiamo cercando di fare, anche inasprendo la procedura degli sfratti. Ma non si può nemmeno chiudere gli occhi e credere che una volta mandati fuori gli occupanti abusivi, il problema svanisca. Occorrono delle misure “post” sfratti per far sì che queste persone vengano indirizzate attraverso i giusti canali di assistenza, perché non vadano a buttare giù altre porte. A chi invece non intende adeguarsi e persiste in un certo stile di vita che comprende l’illegalità, va fatto capire che qui per loro non c’è più posto”.

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