
Varsavia — Lo scontro per il controllo della Corte Costituzionale in Polonia è precipitato dopo che il presidente Karol Nawrocki è riuscito a entrare nella sede del Tribunale costituzionale, superando resistenze e tensioni che vanno avanti da giorni.
I fatti sono avvenuti nella notte, dopo che unità antisommossa della polizia avevano fatto irruzione nell’area del Tribunale per impedirne l’accesso. La crisi è esplosa a seguito della sospensione del presidente del Tribunale, Bogdan Swieczkowski, e del suo vice; una giudice recentemente nominata dalla maggioranza parlamentare ha annunciato di assumere la presidenza ad interim e si è trovata all’interno dell’edificio.
Filmati diffusi mostrano Nawrocki mentre entra nello stabile e, già all’interno, contrasta Anna Korwin-Piotrowska — giudice sostenuta dal premier Donald Tusk che si era dichiarata capo del Tribunale — e altri giudici nominati dal nuovo esecutivo. In uno dei video il presidente rivolge loro la frase: “You are not judges of the Constitutional Tribunal.”
Il presidente ha convocato consultazioni con rappresentanti dei partiti della maggioranza e dell’opposizione, motivando l’iniziativa con una minaccia alla “sicurezza interna della Repubblica di Polonia” e denunciando una presunta violazione dell’ordine costituzionale. All’invito hanno risposto rappresentanti di gruppi nazionalisti, dell’estrema destra, della sinistra radicale e due partiti della coalizione di governo; la componente Lewica ha detto di non essere stata invitata e di non volere dialogare con il capo dello Stato, mentre la Coalizione civica (Ko) avrebbe scelto di non partecipare.
Il premier Donald Tusk, ex presidente del Consiglio europeo, ha attaccato l’opposizione conservatrice e nazionalista, accusandola di voler mettere a rischio la democrazia e lo stato di diritto. Tusk ha definito il ripristino dello Stato di diritto un dovere che richiede “azione determinata”, ricordando l’obiettivo di smantellare le riforme giudiziarie controverse introdotte dai precedenti governi.
Sul fronte istituzionale, la Commissione europea ha chiesto al presidente Nawrocki di convalidare le nomine dei nuovi giudici costituzionali, sottolineando che la designazione degli otto nuovi membri rientra nelle competenze del Sejm e che le autorità polacche devono garantire il funzionamento del Tribunale nel rispetto della Costituzione e della giurisprudenza della Corte di Giustizia Ue.
Le reazioni interne sono state nette e contrastanti. Bogdan Swieczkowski ha parlato di “colpo di Stato” e di “attacco a un’istituzione costituzionale”, sostenendo che la Corte è composta da giudici nominati legalmente. Il ministro della Giustizia e procuratore generale, Waldemar Zurek, ha invece condannato l’ingresso forzato di Nawrocki nell’edificio: “È inammissibile che qualcuno protetto dall’immunità presidenziale si comporti in questo modo”, ha detto all’emittente Tvn24, definendo lo episodio scandaloso e destinato ad alimentare ulteriori tensioni.
La crisi giudiziaria affonda le radici in anni di conflitti: dal 2015 al 2023 il partito Diritto e Giustizia (PiS) aveva nominato giudici alla Corte ritenuti politicamente vicini, indicati più volte come causa di gravi irregolarità nelle procedure di nomina. La Corte di giustizia dell’Unione europea aveva già stabilito che l’organo non poteva essere considerato indipendente e imparziale. Dopo la vittoria elettorale del 2023 la coalizione guidata da Tusk ha avviato un processo di ricomposizione delle riforme giudiziarie, ma le nomine approvate dalla Dieta non sono state ratificate dal capo dello Stato, che continua a opporsi.
I sostenitori del PiS hanno presidiato il Tribunale nelle settimane precedenti per difendere i giudici coinvolti. Il recente intervento della polizia, la sospensione dei vertici del Tribunale e l’ingresso del presidente nell’edificio rappresentano l’ultimo capitolo di un conflitto istituzionale che rimane aperto e destinato a influire sulla scena politica negli anni che precedono le elezioni legislative previste per novembre 2027.
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