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Scontri a Venezia tra manifestanti e poliziotti, un agente ferito

Alta tensione questa mattina a Venezia, nel cuore del centro storico, in occasione della giornata conclusiva del Festival delle Regioni. Un presidio organizzato dalla “Rete contro il Ddl Sicurezza”, composto da circa 200 attivisti provenienti da associazioni e centri sociali del Nord Est, ha acceso momenti di forte scontro con le forze dell’ordine in assetto […]

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Alta tensione questa mattina a Venezia, nel cuore del centro storico, in occasione della giornata conclusiva del Festival delle Regioni. Un presidio organizzato dalla “Rete contro il Ddl Sicurezza”, composto da circa 200 attivisti provenienti da associazioni e centri sociali del Nord Est, ha acceso momenti di forte scontro con le forze dell’ordine in assetto antisommossa.

I manifestanti si erano radunati intorno alle 10 in campo Sant’Angelo, a poca distanza dal Teatro La Fenice, luogo simbolico e altamente sensibile durante le giornate del festival. Intorno alle 11:30, il corteo ha cercato di avanzare verso campo Santo Stefano, ma è stato bloccato dalle forze dell’ordine in calle dei Frati. Ne è scaturito un primo momento di tensione, culminato nel lancio di aste, cartelli e bastoni da parte dei manifestanti, mentre la polizia ha risposto con un contenimento deciso ma controllato, utilizzando scudi e manganelli per arginare la pressione del gruppo.

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La protesta, inizialmente autorizzata come presidio statico, si è rapidamente trasformata in un corteo non autorizzato, proseguito in direzione del Ponte di Rialto. Durante il tragitto, sotto stretta sorveglianza della polizia locale e delle forze dell’ordine, i turisti presenti nella zona sono stati fatti allontanare per evitare incidenti. Giunti sul ponte, i manifestanti hanno esposto uno striscione contro il disegno di legge sulla sicurezza e acceso fumogeni colorati, promettendo di continuare la mobilitazione.

Secondo quanto riferito da Valter Mazzetti, Segretario generale del sindacato Fsp Polizia di Stato, alcuni attivisti avrebbero aggredito fisicamente gli agenti del Reparto Mobile di Padova, impiegati per garantire l’ordine pubblico durante l’evento. “Non si è trattato di una semplice manifestazione – ha dichiarato – ma di un’aggressione organizzata. Solidarietà piena ai colleghi che, ancora una volta, hanno reagito con professionalità e sangue freddo”.

Mazzetti ha inoltre rilanciato l’appello per una piena attuazione del Decreto Sicurezza, sottolineando la necessità di tutele legali rafforzate per gli operatori in divisa e l’istituzione di un fondo statale per risarcire gli agenti vittime di violenze durante il servizio. “Chi attenta all’incolumità delle forze dell’ordine – ha concluso – deve essere perseguito con la massima severità e senza ambiguità”.

Uno degli agenti coinvolti ha riportato lievi ferite durante gli scontri. Al momento non risultano fermi, ma la Questura sta vagliando i filmati per identificare eventuali responsabili di atti violenti.

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Il gruppo Globalproject ha invece dichiarato: “Meloni e Piantedosi non siete benvenuti, né a Venezia né altrove! I rappresentanti di questo governo fascista oggi hanno provato a trasformare ancora una volta Venezia in una vetrina per promuovere il loro progetto autoritario, in occasione del Festival delle Regioni al Teatro la Fenice. Gli attivisti e le attiviste di tantissime realtà cittadine e regionali, che hanno preso parte alla costruzione della Rete nazionale contro il Decreto Sicurezza, hanno dato un forte segnale contro questo governo e le sue politiche. Un corteo, determinato a portare la contestazione fin sotto la Fenice, è stato caricato dalla polizia in Calle dei Frati”.

“Venezia è antifascista e respingerà sempre chi attacca i diritti e le libertà di tutte le persone. Questa giornata è solo un primo assaggio e un’anticipazione delle grandi manifestazioni nazionali del 26 e 31 maggio a Roma, in cui daremo una risposta di massa e conflittuale a questo governo”, concludono i no global.

Germano Mastrovero
Germano Mastrovero
Sono lombardo, ma sono innamorato della nostra città. Scrivo per passione. germano_m@lavocedivenezia.it
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3 persone hanno commentato. La discussione è aperta...

  1. Ci risiamo. Sono sempre le stesse persone che dovrebbero essere in galera. Non scrivo di chi si tratta perché altrimenti il messaggio non verrebbe pubblicato, ma lo sapete tutti: il nipote di chi ha governato la città per oltre dieci anni, figlio di suo fratello, da sempre schierato contro la TAV. Grande boss dei centri sociali, dove regna l’anarchia più assoluta. Domani lo troveremo anche lui seduto su una comoda poltrona in Europa, a spese nostre

  2. Centri sociali…ma cosa hanno di sociale questi quattro scampati di casa…ci vorrebbero pene certe ed esemplari, soprattutto a livello del loro portafoglio.
    Grazie alle forze dell’ordine

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