5 x 1000
HomescioperoSciopero nazionale venerdì 3 ottobre, un'altra giornata di passione a Venezia

Sciopero nazionale venerdì 3 ottobre, un’altra giornata di passione a Venezia

Si annuncia una nuova giornata di sciopero generale tra giovedì 2 e venerdì 3 ottobre, che coinvolgerà numerosi settori, dai trasporti ai servizi pubblici essenziali. La protesta è stata proclamata dal Sindacato Intercategoriale Cobas (S.I. Cobas). Al centro della mobilitazione vi è ancora una volta la situazione a Gaza, con riferimento all’assedio israeliano e alle […]

Notizia importante? Ricevila subito su WhatsApp!

Clicca qui e iscriviti subito

Gratuito, veloce e affidabile. Solo le notizie importanti!

Si annuncia una nuova giornata di sciopero generale tra giovedì 2 e venerdì 3 ottobre, che coinvolgerà numerosi settori, dai trasporti ai servizi pubblici essenziali. La protesta è stata proclamata dal Sindacato Intercategoriale Cobas (S.I. Cobas). Al centro della mobilitazione vi è ancora una volta la situazione a Gaza, con riferimento all’assedio israeliano e alle recenti tensioni che riguardano gli equipaggi della Global Sumud Flotilla. Gli organizzatori sottolineano che, date le circostanze in rapido mutamento, non si esclude la partecipazione anche di lavoratori non iscritti al sindacato.

Le conseguenze dello sciopero potrebbero farsi sentire in diversi ambiti della vita quotidiana. Nelle scuole, negli ospedali e negli uffici pubblici sono previsti disagi, mentre sul fronte dei trasporti lo stop avrà un impatto significativo. Il Gruppo Ferrovie dello Stato ha comunicato che, dalle ore 21:00 di giovedì 2 ottobre alle 20:59 di venerdì 3, i treni potrebbero subire cancellazioni o variazioni. Come avviene in ogni agitazione, modifiche al servizio sono possibili anche nelle ore precedenti l’inizio dello sciopero e subito dopo la sua conclusione.

I nostri articoli saranno sempre gratuiti se abbiamo il vostro sostegno.

Se credi nell’informazione libera di Venezia, puoi sostenerla con il tuo 5×1000.

CF: 94073040274

Scopri come fare

Il blocco del trasporto ferroviario avrà una durata di 24 ore, con l’applicazione delle consuete fasce di garanzia. Per i treni regionali saranno infatti assicurati i collegamenti tra le 6:00 e le 9:00 del mattino e tra le 18:00 e le 21:00 della sera. Per quanto riguarda la lunga percorrenza, Trenitalia ha reso disponibile nei propri canali ufficiali l’elenco dei convogli che circoleranno regolarmente.

I viaggiatori che non intendono affrontare disagi possono chiedere il rimborso del biglietto o riprogrammare la partenza. In particolare, per i treni Intercity e Frecce la richiesta di rimborso potrà essere inoltrata dal momento della proclamazione dello sciopero fino all’orario di partenza del convoglio prenotato. Per i treni regionali, invece, la scadenza è fissata alle ore 24:00 del giorno precedente lo sciopero. In alternativa, sarà possibile ripianificare il viaggio, usufruendo di condizioni simili di trasporto, compatibilmente con la disponibilità dei posti.

Lo sciopero del 3 ottobre si inserisce in un contesto di mobilitazioni già registrate nei mesi scorsi, spesso legate non solo a rivendicazioni contrattuali o salariali, ma anche a posizioni politiche su questioni internazionali. La scelta di richiamare l’attenzione sulla situazione a Gaza riflette una linea che il sindacato S.I. Cobas ha più volte adottato, cercando di collegare le proteste dei lavoratori a tematiche globali.

5 x 1000

Germano Mastrovero
Germano Mastrovero
Sono lombardo, ma sono innamorato della nostra città. Scrivo per passione. germano_m@lavocedivenezia.it
LEGGI TUTTO
RIPRODUZIONE VIETATA
sono vietate anche le riproduzioni parziali di titoli, testi, foto, attraverso sistemi automatici (cd aggregatori)

3 persone hanno commentato. La discussione è aperta...

  1. I lungimiranti sindacati che pensano che il loro sciopero risolva le questioni internazionali…non sono in grado nemmeno di adeguare i salari a livello locale e pensano di fermare le guerre…Parassiti di una società a rovescio che tutela i vostri benefit…se cominciaste a lavorare un po’….

  2. Il piano di pace c’è, Israele ha accettato, la Lega Araba ha accettato ed è pronta a collaborare….Hamas non accetta ….
    Ecco i 20 punti così qualcuno non potrà ignorare

    Ecco i 20 punti chiave del piano

    1. Cessate il fuoco immediato – tutte le operazioni militari in Gaza devono cessare al momento dell’accordo, con congelamento delle linee del fronte.

    2. Rilascio ostaggi entro 72 ore – Hamas dovrà liberare tutti i 20 ostaggi vivi e restituire i resti dei 24 deceduti detenuti dal 7 ottobre 2023.

    3. Rilascio prigionieri palestinesi – Israele libererà centinaia di detenuti legati a questioni di sicurezza, inclusi più di 1.000 arresti fatti dopo il 2023, e restituirà resti di palestinesi deceduti.

    4. Amnistia per membri “pacifici” di Hamas – quanti si impegnano verso la coesistenza pacifica potranno ottenere amnistia; altri saranno scortati verso paesi disposti ad accoglierli.

    5. Nessun ruolo politico per Hamas – Hamas non potrà partecipare direttamente o indirettamente alla governance futura di Gaza.

    6. Distruzione delle strutture militari di Hamas – tutte le infrastrutture belliche e i tunnel dovranno essere eliminati.

    7. Ritiro graduale delle IDF – le Forze di Difesa israeliane si ritireranno progressivamente dal territorio della Striscia.

    8. Nessuna occupazione né annessione israeliana – Gaza resterà territorio palestinese, senza annessione né occupazione.

    9. Zona deradicalizzata e libera dal terrorismo – Gaza sarà trasformata in uno spazio privo di strutture terroristiche per garantire sicurezza.

    10. Governance transitoria – un comitato tecnico apolitico, con esperti internazionali, sarà incaricato di gestire i servizi e i municipi.

    11. Consiglio di Pace Internazionale (“Board of Peace”) – organismo sovrintendente alla transizione, presieduto da Trump e con partecipazione di Blair e leader arabi/musulmani.

    12. Incentivi a restare in Gaza – nessuna espulsione forzata; ai palestinesi sarà incentivato di rimanere per la ricostruzione.

    13. Riforma dell’Autorità Palestinese (PA) – la PA potrà assumere il controllo su Gaza solo dopo un ciclo di riforme radicali.

    14. Percorso verso uno stato palestinese – il piano riconosce legittime aspirazioni statali palestinesi e promuove dialogo USA-Israele-Palestina.

    15. Piano di sviluppo “Trump” – programmi di ricostruzione economica di Gaza con attenzione a infrastrutture e turismo.

    16. Finanziamenti arabi e internazionali – paesi musulmani e arabi (Qatar, Egitto, Arabia Saudita) contribuiranno economicamente.

    17. Forza di stabilizzazione internazionale (GITA) – missione temporanea per sorvegliare sicurezza e flussi di aiuti.

    18. Garanzie sugli aiuti umanitari – accesso libero per agenzie internazionali, con supervisione per evitare abusi.

    19. Demilitarizzazione totale di Gaza – il territorio sarà sgombro da armi e tunnel, per scongiurare minacce future.

    20. Dialogo regionale per la pace – negoziati per estendere la pace in Medio Oriente, inclusa l’integrazione dell’Iran negli Accordi di Abramo e garanzie contro l’annessione della Cisgiordania.

Notizia interessante? Scrivi cosa ne pensi tu...

Scrivi qui la tua opinione
Il tuo nome o uno pseudonimo

Persa qualche notizia? Le ultime:

La Voce di Venezia radio

Se non è partita la musica clicca play sul triangolino in basso
In onda ora
ON AIR NOW
vai alla HOME PAGE