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Nuovo Sbarco sulla Luna, la NASA rimanda, niente 2026.
La NASA ha infatti annunciato un nuovo rinvio per la nuova ambiziosa missione Artemis, che segna il ritorno degli esseri umani sulla Luna.
La data per Artemis 3, la prima missione a portare una donna e una persona di colore sul suolo lunare, è stata spostata a “metà del 2027” a causa di una serie di problemi tecnici, tra cui quelli relativi allo scudo termico della capsula Orion. Questo aggiornamento rappresenta un ulteriore ritardo rispetto al piano originale, che prevedeva un ritorno sulla Luna entro il 2026.
Il programma Artemis
Annunciato ufficialmente nel 2017, il programma Artemis è il cuore delle iniziative della NASA per stabilire una presenza sostenibile sulla Luna. Il nome, che rende omaggio alla sorella gemella di Apollo nella mitologia greca, richiama simbolicamente la continuità con le storiche missioni Apollo degli anni ’60 e ’70. Tuttavia, Artemis si distingue per la sua ambizione di gettare le basi per future missioni su Marte, aprendosi a una nuova era di esplorazione spaziale.
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Scopri come fare
La prima tappa del programma, Artemis 1, ha avuto luogo nel 2022 con un volo di prova senza equipaggio verso la Luna e ritorno. Nonostante il successo complessivo della missione, i team tecnici hanno riscontrato che lo scudo termico della capsula Orion si è deteriorato in modi inattesi durante il rientro nell’atmosfera terrestre. Altri problemi, come anomalie nei sistemi elettrici e di supporto vitale, hanno richiesto un’analisi approfondita e ulteriori correzioni.
Così, in una recente conferenza stampa, l’amministratore della NASA, Bill Nelson, ha fornito un aggiornamento dettagliato sullo stato del programma.
Artemis 2, la missione con equipaggio che orbiterà intorno alla Luna senza atterrare, è stata posticipata da settembre 2025 ad aprile 2026. Questo volo sarà cruciale per testare le capacità della capsula Orion in un contesto operativo con astronauti a bordo.
Per quanto riguarda Artemis 3, Nelson ha indicato che la missione si svolgerà “ben prima” della data dichiarata dalla Cina per il suo sbarco lunare, previsto entro il 2030.
La competizione spaziale tra Stati Uniti e Cina aggiunge un elemento di urgenza al programma, spingendo la NASA a bilanciare velocità e sicurezza.
Lo spazio e le nuove sfide tecnologiche: Orion, Starship e le tute spaziali
Oltre ai problemi riscontrati con Orion, una delle principali incognite è il razzo Starship di SpaceX, scelto come lander lunare. Sebbene l’azienda di Elon Musk abbia mostrato progressi significativi, restano da completare test cruciali, come la complessa procedura di rifornimento in orbita, necessaria per la missione lunare.
Anche le tute spaziali, fondamentali per le operazioni sul suolo lunare, sono in fase di sviluppo presso Axiom Space. Al momento, non sono ancora pronte per le missioni Artemis, contribuendo ai ritardi complessivi del programma.
Nonostante le difficoltà, il programma Artemis per primo rappresenta un punto di svolta per l’esplorazione spaziale. La missione non solo aprirà la strada per un ritorno umano stabile sulla Luna, ma getterà anche le basi per obiettivi più ambiziosi, come una futura presenza umana su Marte.
L’attenzione globale su Artemis (ma non solo) è dunque destinata a crescere, alimentata dalla rivalità con la Cina e dalla curiosità del pubblico verso questa nuova fase dell’esplorazione lunare.
Come ha sottolineato Nelson, ogni passo avanti nel programma richiede tempo, precisione e collaborazione tra partner pubblici e privati. Con Artemis, la NASA non sta solo esplorando la Luna: sta costruendo il futuro dell’umanità nello spazio.
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