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mercoledì 28 Luglio 2021

Gita in montagna nel Veronese, durante il pranzo bambini si allontanano: due di loro morti e due feriti

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Argomenti dell'articolo
→ Incidente in montagna → Due bambini morti → Sant'Anna d'Alfaedo → Lessinia → Malghe Preta
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Sant’Anna d’Alfaedo, in provincia di Verona, teatro di una tragedia terribile che vede due bambini morti e due feriti solo perché volevano giocare.
I due bambini morti avevano 7 anni, gli altri due di 6 e 7 anni sono rimasti feriti e curati all’ospedale di Verona.
I quattro piccoli sono stati travolti dai mattoni e dalle lastre di pietra della volta di un’antica ghiacciaia in disuso sulla quale stavano giocando.
Le famiglie stavano consumando il pasto a Malga Preta dopo aver effettuato una lunga escursione sui monti Lessini lungo uno dei sentieri più frequentati della zona, ricca di pascoli e di vette.
Mentre gli adulti erano intenti a preparare il pic-nic, il gruppo di quattro bimbi si è allontanato, arrampicandosi sul tetto dell’antica ghiacciaia, ormai in disuso da molti anni, attigua alla malga.
La ghiacciaia è una particolare buca scavata nel terreno, una sorta di frigorifero naturale che un tempo veniva riempita in inverno di neve e utilizzata in estate per mantenere i cibi al fresco.
Si trova sotto il terreno e solitamente è ricoperta di sassi, lastre di pietra o mattoni.

I quattro bimbi si sono arrampicati sul tetto senza rendersi conto che la volta del manufatto era instabile. Improvvisamente il tetto ha ceduto di schianto facendo precipitare i piccoli da un’altezza di tre metri.
Sopra di loro si è creato un ‘muro’ di pietre che li ha dilaniati.
Per due di loro, residenti a Verona, non c’è stato più nulla da fare mentre altri due piccoli di 6 e 7 anni sono stati soccorsi e sono stati trasportati all’ospedale Borgo Trento in condizioni giudicate non preoccupanti.
Dopo l’allarme dato dai familiari sono scattati i soccorsi, resi particolarmente difficoltosi dall’isolamento di questa parte della Lessinia, al confine tra le province di Trento e Verona.
L’incidente è avvenuto a circa 1.500 metri di quota, in un’area naturalistica dominata dal profilo del Corno d’Aquilio, in passato importante nodo di traffici illegali del contrabbando e, più recentemente, punto di osservazione trincerato durante il primo conflitto mondiale.
Non essendoci copertura telefonica e con la linea intermittente, dalle prime frammentarie informazioni il Soccorso Alpino, intervenuto insieme ai Vigili del fuoco e ai Carabinieri, aveva capito che i piccoli fossero precipitati in un burrone o in un fosso – nella zona c’è la Spluga della Preta, una voragine di quasi mille metri di profondità – inviando l’elicottero di Verona emergenza e Trento e i tecnici del Soccorso speleologico.
Una volta sul luogo dell’incidente è stata purtroppo evidente una situazione drammatica diversa.

I soccorritori hanno tentato le manovre di rianimazione.
All’equipaggio medico sbarcato nelle vicinanze però restava solo il compito di constatare il decesso.
Feriti ma non gravi gli altri due bambini: uno ha riportato dei graffi, mentre una bambina ha un probabile trauma al polso.

“Una immensa tragedia e famiglie distrutte. La tremenda fatalità che ha tolto la vita ai due bambini di 8 anni è difficile da accettare”. Così il sindaco di Verona, Federico Sboarina, sulla drammatica scomparsa dei due bambini veronesi morti sabato in Lessinia.
“Al Corno d’Aquilio – ha spiegato – in un normale pomeriggio estivo, si è consumato il dolore più grande che si possa immaginare, la perdita di un figlio”.
“Ai genitori va tutta la mia vicinanza, il cordoglio dell’intera città e la disponibilità per ogni necessità. Nel giorno delle esequie verrà indetto il lutto cittadino per testimoniare la partecipazione di tutta la nostra comunità”.

La zona dove è avvenuto l’incidente è quella delle malghe Preta: ce ne sono due, una di Sopra (a quota 1.527 metri) e l’altra di Sotto (a quota 1.482 metri), sono entrambe piuttosto vicine e si trovano vicino al Corno d’Aquilio (1.554 metri di quota). Di fatto proprio al confine tra il Veronese e il Trentino.

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