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Imam di San Donà espulso, esprimeva concetti estremisti ed era in contatto con criminali

San Donà di Piave: espulso un egiziano, imam presso l’associazione culturale islamica “La Pace” di San Donà (provincia di Venezia). “Si è evidenziato – afferma il Viminale – quale seguace di un orientamento religioso islamico improntato al salafismo ortodosso, attestato su posizioni radicali. E’ risultato in contatto con persone, anche di altri Stati europei, gravitanti […]

Padova, festa con musica e grigliata in terrazza

San Donà di Piave: espulso un egiziano, imam presso l’associazione culturale islamica “La Pace” di San Donà (provincia di Venezia).
“Si è evidenziato – afferma il Viminale – quale seguace di un orientamento religioso islamico improntato al salafismo ortodosso, attestato su posizioni radicali. E’ risultato in contatto con persone, anche di altri Stati europei, gravitanti in ambienti islamisti e dedite a condotte criminali. Ha apertamente palesato il suo pensiero estremista nel corso di un’orazione tenuta presso la moschea salafita ‘al-Nur’ di Berlino”.

È stato, poi, sempre nella giornata di lunedì, rimpatriato dalla frontiera marittima di Genova, in esecuzione di un provvedimento di espulsione del prefetto di Como, un tunisino condannato per reati in materia di sostanze stupefacenti.
Durante la detenzione è “divenuto fervente seguace di un ristretto di nazionalità algerina, espulso nel 2018 per la sua opera di proselitismo in chiave ultra-radicale con esaltazione del jihad e del martirio”.

“Evaso nel 2017 dal regime degli arresti domiciliari a Brescia – si legge nella nota del Viminale – è stato poi rintracciato in Svizzera nell’ottobre del 2019 con false generalità. Riassociato alla casa circondariale di Como, è stato sottoposto ad attento monitoraggio carcerario per le sue esternazioni volte all’istigazione dell’odio razziale ed interreligioso”.

Con provvedimento di espulsione del prefetto di Bologna è stato, infine, allontanato B. O., tunisino pluripregiudicato per reati comuni, già domiciliato a Ravenna.
L’uomo è emerso all’attenzione degli apparati di sicurezza nel luglio 2015 dopo essersi improvvisamente trasferito dall’Italia in Germania insieme con la giovane moglie italiana della quale il padre aveva denunciato la scomparsa. Dai successivi approfondimenti investigativi si è appurato che aveva cercato di convincere la donna a raggiungere la Siria per unirsi allo Stato Islamico.

L’uomo, che nel frattempo era stato arrestato in Germania per lesioni e rapina, era legato da rapporti di amicizia con un connazionale residente nella provincia di Ravenna già condannato per il reato di “arruolamento con finalità di terrorismo”.
Tornato irregolarmente in Italia, è stato nuovamente arrestato nel dicembre 2019 per reati contro la persona e in materia di stupefacenti.

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In totale, i tre soggetti radicalizzati sono stati espulsi grazie dall’attività della Polizia di Stato, coordinata dalla direzione centrale per la prevenzione, diretta dal prefetto Lamberto Giannini.
Il provvedimento è stato disposto dal ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, e dai prefetti competenti.

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