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Rotary Venezia Mestre: case popolari, Ater e le risposte del presidente Speranzon

L’emergenza povertà nella sua connotazione locale, tema a cui è stato dedicato l’anno sociale del Rotary Venezia Mestre, non è completo senza uno sguardo sulla residenzialità e nello specifico sul tema delle “case popolari”. Se ne è parlato nell’ultima conviviale, organizzata dal presidente Claudio Scarpa nella sede del Club, all’hotel Bologna.
Il problema della povertà, con le possibili soluzioni, ha come contraltare i “furbetti” degli alloggi Erp.

Ospite della serata, proprio il presidente dell’Ater Raffaele Speranzon che ha proposto ai rotariani una fotografia della situazione all’interno degli alloggi dell’azienda di cui ha da poco ereditato la guida. Dei 10.807 immobili, di cui 5200 nel Comune di Venezia, sono 113 gli appartamenti attualmente occupati. «Nel resto del Triveneto sono solo 70 – ha spiegato Speranzon ai soci del Club -. Ho aperto il dialogo con gli inquilini che lamentano di non aver ricevuto molta attenzione rispetto alle loro istanze. Non sempre hanno ragione, ma di certo la situazione delle relazioni negli anni è degenerata».

Nel caso di Mestre si è parlato dei casi più difficili. «Problemi di natura sociale – spiega il presidente Ater -. I più gravi sono ad Altobello, dove accanto a Campo dei sassi, con le nuove abitazioni Ater “intelligenti” e la domotica ad alta tecnologia da assegnare ad anziani e disabili, c’è la Nave 1, edificio che presenta situazioni di degrado strutturali e sociali». Si è parlato a lungo, nel corso della serata, dei terrazzamenti e delle “aperture” che rendono l’edificio un colabrodo e il luogo ideale per lo spaccio.

«Negli anni è aumentato il numero degli sfitti e delle occupazioni di persone che svolgono attività criminali – aggiunge -, mentre gli anziani non hanno più il coraggio di uscire di casa. Lì abbiamo installato telecamere e aiutato ad arrestare alcuni delinquenti. Stessa cosa che ora vogliamo ripetere anche al Pertini».

C’è poi il problema delle case vuote. Alcune saranno assegnate a breve (circa 200, si stima, nel Comune di Venezia delle quali 130 in terraferma) ma altre sono bloccate perché mancano i soldi per le manutenzioni e per metterle a norma.

Quindi le proposte: dalla riqualificazione della Nave 1 alla trattativa in corso tra Speranzon e l’assessore regionale Lanzarin “per derogare l’impostazione regionale che prevede di portare tutte le case Ater in Erp”. «Uscire dalla sola logica Erp – chiarisce Speranzon – e valutando affitti calmierati, ci consentirebbe, in questa situazione, così estrema e critica, di avere le risorse per pianificare le manutenzioni. E allo stesso tempo potremmo dare risposte al problema della residenzialità del centro storico, in cui ormai non si trovano più alloggi in affitto privato. Pochi sanno che lì c’è molto da mettere a norma, ci sono case addirittura senza impianto di riscaldamento».

Altro obiettivo dell’Ater è quello di stanare i furbetti. «Chi non ha più i titoli per le case popolari, deve uscirne. Presto avremo, con l’applicazione della legge regionale, la possibilità di procedere con gli sfratti per chi vive in alloggio popolare e magari ha centinaia di migliaia di euro nel conto, e possiede macchine o barche costose. Persone che potrebbero permettersi affitti privati. Incrociando i dati abbiamo scoperto cose impensabili, come una dozzina di inquilini Ater che in banca hanno più di un milione di euro. Ci sono poi anche nomi illustri, entrati nelle case molti anni fa, forse per “amicizie”».

Infine una battaglia sarà sugli alloggi delle Conterie a Murano: «Farò il possibile affinché venga dato la priorità su quelle case ai residenti dell’isola».

«Apprezzo l’opera del nuovo presidente dell’Ater, Raffaele Speranzon – commenta il presidente del Rotary Venezia Mestre, Claudio Scarpa -. Abbiamo potuto verificare il suo impegno e siamo certi che farà un’importante opera di riordino per consentire a chi ha veramente bisogno di utilizzare il patrimonio pubblico. Come Rotary Venezia Mestre abbiamo deciso di dedicare il nostro service annuale ad aiutare una particolare forma di povertà, quella dei padri separati, a volte con problemi di ludopatia o alcolismo, a cui spesso viene negata la possibilità di vedere i figli e non riescono a riprendere in mano la propria vita».

Il Rotary, nell’appuntamento del 4 aprile, ricorderà Stephen Hawking, fisico, matemarico, cosmologo e astrofisico, in occasione del primo anniversario della sua morte. Ospite della serata, Marina Cobal, fisico teorico e leader del team italiano per il progetto “Atlas” al CERN di Ginevra.

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