Roberto Cicutto, veneziano, nuovo presidente de La Biennale di Venezia

ultimo aggiornamento: 28/01/2020 ore 06:49

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Roberto Cicutto, veneziano, il nuovo presidente de La Biennale di Venezia

“Roberto Cicutto, veneziano, sarà il nuovo presidente de La Biennale di Venezia”. L’annuncio arriva lunedì mattina con un comunicato del ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini.

“Roberto Cicutto è una candidatura prestigiosa per una delle più importanti istituzioni culturali italiane” ha subito commentato Franceschini augurando “buon lavoro a Cicutto per questa nuova fantastica sfida”.


Cicutto subentra a Paolo Baratta che il ministro ha ringraziato per il lavoro svolto. Ed ecco la prima dichiarazione del neo direttore: “A Cinecittà mi chiamano il presidente operaio, mi darò da fare”.

Roberto Cicutto, classe 1948, una vita nel cinema come produttore e dal 2011 come amministratore delegato di Cinecittà Luce, è dunque il nuovo presidente della Biennale, il manager che il ministro Franceschini ha voluto per la difficile successione di Paolo Baratta costretto ‘per statuto’ a lasciare dopo 16 anni, non consecutivi ma quasi, alla guida dell’istituzione veneziana.

Il nuovo direttore raccoglie un’eredità non da poco. E’ produttore veneziano, imprenditore, intellettuale, esperto di cinema con ottime competenze anche nel campo dell’arte, e al telefono con l’ANSA sottolinea di frequentare la Biennale “da quarant’anni” e si dice deciso a “mettersi a studiare già da domani”, mentre assicura un impegno che partirà nel segno della continuità con le tante innovazioni lanciate in questi anni da Baratta.


“Credo che sia nel cinema, sia nell’arte, per citare gli argomenti che ho seguito di più, la Biennale in questi anni sia andata molto bene”, fa notare, “la scelta di non farsi scavalcare dai progressi delle tecnologie per esempio ha premiato il Festival del Cinema”.

Idee per il suo mandato? “Troppo presto – si schernisce cortese Cicutto- sarebbe del tutto irrispettoso da parte mia e anche superficiale”. Le priorità al momento sono altre: “Mi auguro che Baratta non ci molli, che con il suo grande amore per la Biennale ci dia una mano, ci aiuti”.

Arrivata insieme alle conferme per il governo garantite dalle urne dell’Emilia Romagna, dopo mesi di polemiche e di tentativi di rendere possibile una ulteriore riconferma dell’ottantenne ex ministro milanese (la Lega ha presentato un emendamento alla finanziaria che però non è stato ammesso), la nomina di Cicutto sembra alla fine accontentare tutti, persino il sindaco Brugnaro e il governatore del Veneto Zaia che ora si dicono pronti a lavorare con il nuovo presidente.

Arrivano gli auguri della presidente del Maxxi Giovanna Melandri (anche il suo nome è stato a lungo tra i papabili) e dell’ex ministro Francesco Rutelli oggi presidente dell’Anica (un altro più volte citato nei rumors della vigilia), gli ‘in bocca al lupo’ delle altre associazioni di cinema, dagli autori dell’Anac ai produttori audiovisivi dell’Apa.

Applaude il direttore del nuovo Museo di arte di Mestre, l’M9 e dalla politica si felicita Italia Viva, con la presidente Maria Elena Boschi e Michele Anzaldi.

Baratta, dopo aver ringraziato il ministro Franceschini che già una volta aveva fatto approvare un decreto ad hoc per riconfermarlo e che in questi mesi si è speso per lui, è il primo a fare gli auguri al suo successore, “Viva la Biennale!”, scrive con consumato understatement prima di chiudersi in un silenzio pieno di rispetto.

Baratta è il presidente che più di tutti aveva ‘allargato’ la Biennale per farle conquistare sempre nuovi spazi, dall’Arsenale alle Artiglierie, dall’Isolotto alle Tese e le Gaggiandre, aggiungendo ogni anno un pezzetto o un Paese e portando la Biennale nel mondo facendo letteralmente lievitare i numeri dei visitatori (l’ultima ha avuto 600 mila presenze contro le 243 mila del 2001), a volte, però, provocando le sonore proteste da parte dei residenti che a fianco quegli spazi devono vivere.

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