Notizia importante? Ricevila subito su WhatsApp!
Clicca qui e iscriviti subitoGratuito, veloce e affidabile. Solo le notizie importanti!
Un caso sospetto di morte per febbre emorragica sta preoccupando la provincia di Treviso. La vittima, un uomo di 55 anni, era rientrato di recente da un viaggio in Congo. La notizia è stata resa nota dal Servizio Igiene e Sanità Pubblica dell’Azienda ULSS 2 Marca Trevigiana, che sta seguendo con la massima attenzione l’evolversi della situazione.
Secondo quanto comunicato, sono in corso accertamenti per chiarire l’origine della malattia, in stretta collaborazione con l’Istituto Spallanzani di Roma, centro di eccellenza nazionale per le malattie infettive.
Se credi nell’informazione libera di Venezia, puoi sostenerla con il tuo 5×1000.
Scopri come fare
Le autorità sanitarie regionali hanno immediatamente attivato tutte le misure di sicurezza previste per casi di questo tipo, in accordo con il Ministero della Salute e l’Istituto Superiore di Sanità.
L’unico contatto noto della persona deceduta è stato messo in isolamento fiduciario domiciliare, come misura precauzionale per contenere qualsiasi possibile rischio di contagio.
Le autorità sanitarie del Veneto, con la Regione in prima linea, assicurano che la situazione è sotto controllo e invitano la popolazione a mantenere la calma, rassicurando che tutte le procedure previste dai protocolli di emergenza sono state prontamente attivate. Ulteriori aggiornamenti arriveranno nei prossimi giorni, mentre continuano le analisi per fare piena luce su questo tragico evento.
La comunicazione dell’Ulss:
La Direzione Prevenzione della Regione del Veneto informa che:
“Nella serata del 16 dicembre è stato comunicato dal Servizio Igiene Sanità Pubblica dell’Azienda Ulss 2 Marca trevigiana un caso sospetto di febbre con emorragia in una persona di 55 anni, rientrata di recente da un viaggio in Congo, residente a Trevignano (TV).
Sono in corso gli accertamenti diagnostici, che consentiranno di fare luce sull’eziologia della malattia, in collaborazione con l’Istituto Comprensivo “Lazzaro Spallanzani” di Roma.
In attesa degli accertamenti diagnostici sono state comunque attivate tempestivamente le misure di sanità pubblica previste per questi casi, in accordo con il Ministero della Salute, l’Istituto Spallanzani e l’Istituto Superiore di Sanità.
È stato attivato il protocollo previsto, disponendo anche l’isolamento fiduciario domiciliare per l’unico contatto noto e avviando la relativa sorveglianza sanitaria”.
Negli ultimi tempi si parla di una “malattia misteriosa”, ancora senza un nome, che sta colpendo alcune aree remote della Repubblica Democratica del Congo. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha reso noto che un piccolo numero di campioni analizzati (10 su 12) risultava in gran parte positivo per malaria, ma in una conferenza stampa dell’African Cdc (Centres for Disease Control and Prevention) ha chiarito che bisognerà aspettare ancora del tempo prima di conoscere l’agente o gli agenti patogeni responsabili dell’epidemia.
Intanto cresce il numero dei casi. Dall’8 dicembre sono stati registrati 111 nuovi contagi e 1 decesso. Complessivamente la conta dei casi è arrivata a 527, il 42% dei quali con meno di 5 anni. 32 i decessi ufficiali, anche se si indaga su altre 44 morti.
Aggiungi La Voce di Venezia come fonte preferita su Google
Nell’attesa che le analisi (e i solstizi) facciano piena luce, attivo un mese di modalità lockdown preventivo, così da proteggere l’ambiente e l’economia dall’insidie delle noiose e ricorsive amenità commerciali natalizie.
si trattava di malaria non aveva fatto la profilassi
si, così ci dicono, peccato che per la malaria c’è la cura da decenni… forse un virus che si è evoluto dalla malaria?