RICORDO DI ALDO VIANELLO
Poeta veneziano esaltato meritatamente dalla critica, ma anche sottovalutato a torto e pressoché sconosciuto dal grosso del pubblico
Su Aldo Vianello (1937 – 2021) e la sua opera sia in versi che in prosa, costituita da decine e decine di titoli, poeti e scrittori quali Pound, Palazzeschi, Valeri, De Lagarda, Longo, Fasolo, Pasinetti, Della Corte, Carminati e altri scrissero ampiamente, rilevando fin da subito la sua spiccata originalità e l’aderenza della sua poetica alle problematiche esistenziali del nostro tempo, nonché i repentini lirici trasalimenti con cui egli riusciva spesso a cogliere ed evidenziare di queste ultime l’aspra crudezza: convenendo in genere sulla sbalorditiva maturità culturale dei suoi versi che, tenendo conto della sue travagliate e ben note vicende personali, sembrava avere del miracoloso. E contribuendo, inoltre, a imporlo anche all’attenzione internazionale: è noto, infatti, che la casa editrice Anvil Press Poetry gli dedicò ben due titoli, “Time of a Flower” (1968) e Selected Poems” (2008), raccolte entrambe con testi a fronte (italiano-inglese).
Per quanto mi riguarda, al di là di tutto ciò e di qualsivoglia giudizio di valore, da semplice lettore e amico trovo che Aldo Vianello fu anzitutto per me un carissimo amico al quale mi univa una rapporto di amicizia e stima reciproche da più forse di un settantennio. E la mia opinione su di lui e sulla sua opera è, in breve, la seguente: diceva Orazio, com’è noto, che “Carmina non dant panem”, cioè la poesia non dà da mangiare. Si tratta tuttavia di un’affermazione la quale, a mio modesto avviso, è vera solo in parte, nel senso che non vale per tutti i poeti, giacché è noto che taluni di essi il mangiare, grazie ai loro versi, lo ottengono, eccome! In genere però grazie anche, oltre ai loro versi, all’intraprendenza, alla famiglia, alle conoscenze e al volersene opportunisticamente servire…etc.
Tutte cose affatto estranee al mio caro amico Aldo Vianello e che, anzi, avversava, schivo e riservato com’era e che male gliene incolse, senza tema di esagerare, sotto ogni profilo e principalmente sotto quello economico e della notorietà Ma, da quella persona eccezionalmente intelligente e colta qual era – ancorché non amasse darlo a vedere -, relativamente a esse, pur avversandole e non condividendole, era dell’avviso che fossero inevitabili, tuttavia, considerati i tempi in cui vivevamo: tutt’altro che equi e caratterizzati, conseguentemente, da un ingiusto favoritismo presente a ogni livello a scapito del merito, che lo rendeva ben felice e mai stanco, pertanto, di ritrovarsi nell’ampia cerchia dei poveri diavoli.
ENZO PEDROCCO
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Ricordo benissimo il signor Vianello, tantissimi anni fa a un summit di poeti credo a Cannaregio; poi era una presenza costante nella zona della Tana, io lavoravo da quelle parti. Lo ricordo col suo Gazzettino in mano