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Regata Storica di Venezia come la “Battaglia dei sessi”: c’è parità

HomeRegata Storica di VeneziaRegata Storica di Venezia come la "Battaglia dei sessi": c'è parità

Regata Storica di Venezia come la ‘battaglia dei sessi‘ passata alla storia del tennis.
La questione è la stessa: è giusto che le atlete femmine abbiano premi minori rispetto ai colleghi maschi?
La battaglia relativa alla pari retribuzione nel tennis è iniziata e portata avanti, con successo, da un mito dello sport statunitense, Billie Jean King, che nel 1973, insieme con Rosie Casals, ha dato vita alla Women Tennis Association, oggi più semplicemente nota come WTA.
Nello stesso anno lo US Open è diventato il primo torneo del Grande Slam a garantire parità di montepremi ad uomini e donne.
Lentamente la questione è arrivata ai remi e alle forcole.
La fatica in barca è la stessa, ma fino ad oggi non c’era ancora parità tra donne e uomini nella regata Storica di Venezia.
O meglio, non c’era uguaglianza tra i premi (più bassi) attribuiti alle campionesse delle ‘mascarete‘, e quelli più alti per i loro colleghi uomini sui gondolini.
Una tradizione ‘sessista’, nella più amata manifestazione remiera della Serenissima, che pareva destinata a permanere.
Fino a ieri sera, e cioè al 23 luglio 2021.

In questa data il sindaco di Venezia è intervenuto per invertire la rotta.
“Ci saranno premi uguali per uomini e donne per tutta la stagione, non solo alla Regata Storica” l’annuncio del primo cittadino.
Che poi ha replicato alle polemiche sui social seguite ai resoconti della stampa sull’esito dell’ultimo Consiglio comunale: il voto contrario della maggioranza di centrodestra ad un blitz del Pd che, con un emendamento che spostava 7.300 euro in una variazione di bilancio da 330.000, voleva portare in pari il montepremi tra uomini e donne nelle regate della Storica.
“Strumentalizzare la voga per una battaglia di genere è un atto vergognoso, soprattutto visto che proprio in quel bilancio approvato martedì notte ci sono le risorse per l’aumento del montepremi” è stata la risposta di Brugnaro.

Ad influenzare il voto contrario dell’assemblea di Ca’ Farsetti, era stato l’intervento del delegato del sindaco alle Tradizioni, il leghista Giovanni Giusto, il quale aveva precisato come al Comune “spetti solo il compito di creare il montepremi, non deciderne la distribuzione, che compete invece al comitato tecnico” dell’Associazione regatanti.
Ecco allora il cambio annunciato da Brugnaro: “non saranno più i regatanti a quantificarne il valore. Sarà il Comune a definirli partendo dalla parità tra uomini e donne” .
“Un messaggio chiaro – ha aggiunto – che assume un valore ancor più importante vista la concomitanza con le celebrazioni per i 1600 anni della fondazione di Venezia. Fino ad oggi sono stati i regatanti a definire la suddivisione dell’ammontare complessivo dei premi messo a disposizione dal Comune. Purtroppo questo ha generato delle disparità. Ora, vista l’incapacità di trovare soluzioni eque, sarà il Comune a vigilare sulla distribuzione dei premi, per superare tutte quelle criticità evidenziate dall’attuale gestione”.

Del resto, a remare in favore della causa delle colleghe delle ‘mascarete’ c’erano già i ‘super campioni’ dei gondolini.
Il mito Rudi Vignotto, che da componente dell’associazione di categoria si era battuto “per aumentare i premi delle colleghe”, o Giampaolo D’este (vincitore di 12 edizioni della ‘Storica’), che non aveva esitato ad affermare: “tra regatanti non ci sono problemi. È giusto che le donne siano trattate alla pari”.

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