Referendum: striscioni per il SI rimossi dal Prefetto. Pubblicità sui vaporetti rifiutata

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Il referendum per l’autonomia di Venezia e Mestre si avvicina e la battaglia delle opposte fazioni si sposta sul campo della ‘visibilità’.

STRISCIONI E DRAPPI PER IL SI

Ieri a Venezia il comunicato del comitato ‘+Mestre+Venezia’:

“Da oggi Venezia è ravvivata da drappi a finestre e balconi a favore del SI al referendum per ottenere che Mestre e Venezia diventino due comuni autonomi.

Oggi Venezia si è svegliata con i balconi e le finestre tappezzate di striscioni che invitano gli abitanti a votare SI al referendum per iniziare a cambiare le sorti di Mestre e Venezia ed ottenere che diventino due comune autonomi.

Un mare di striscioni rossi con la scritta “Domenica 1 dicembre votiamo SI al cambiamento” firmati da +Mestre+Venezia, una piattaforma a sostegno di tutti i comitati e cittadini che si battono per per le prospettive delle due città e per un referendum supportato da un’informazione corretta.

Per l’azione di sensibilizzazione è stata scelta la data del 21 novembre perché si celebra la Festa della Madonna della Salute, evento che raccoglie la città per ricordare la sconfitta della pestilenza che ha decimato gli abitanti tra il 1630 e il 1631. E oggi il crollo demografico di Venezia, con gli effetti debilitanti sul tessuto sociale, è paragonabile agli effetti di una pestilenza.

Alle migliaia di veneziani che in queste ore si muoveranno per la città sarà quindi proposto un ulteriore momento di riflessione, per invitarli ad abbattere un anacronistico modello di amministrazione nato durante il fascismo nel 1926.

Tra i primi a esporre il drappo per il SI dalle proprie finestre è stata Jane da Mosto, protagonista di molte battaglie a difesa di Venezia e promotrice di iniziative per uno sviluppo sostenibile “So che in molti punti della città sono comparsi i drappi per il SI e questo significa che chi è favorevole alla creazione di due comuni autonomi ci mette la faccia, cercando di rompere il muro di silenzio voluto dai boicottatori del referendum. Chi espone i drappi sta manifestando con determinazione ed entusiasmo la propria volontà di vero cambiamento”.

+Mestre+Venezia vuole superare un modello amministrativo che in quasi 100 anni di storia non è mai stato all’altezza delle attese degli abitanti di Mestre e Venezia, come drasticamente dimostrato dall’impotenza della città di fronte alla devastante acqua alta dei giorno scorsi.

L’INTERVENTO DEL PREFETTO

Neanche il tempo per gli autori di apprezzare l’iniziativa, però, in quanto l’azione è stata subito ‘oscurata’.

I drappi con scritto: “Domenica 1° dicembre votiamo Sì al cambiamento” dei comitati autonomisti sono effettivamente apparsi ma subito è arrivato l’ordine di farli togliere.

I vigili urbani hanno cominciato così ad andare casa per casa per intimare di togliere il messaggio referendario. «E’ propaganda elettorale non consentita dalla legge. Sono previste sanzioni. Dopo l’identificazione, c’è la multa che va da 100 a 1000 euro.» ha spiegato il prefetto Vittorio Zappalorto.

E’ inutile dire che l’iniziativa ha provocato decine di reazioni sui social. Ma l’ordine del Prefetto di Venezia si basa su chiare indicazioni di legge: manifesti, cartelloni o messaggi pubblicitari sono consentiti solo negli spazi elettorali appositamente allestiti.

Non sono pochi quelli che se la sono presa per questo con il sindaco di Venezia, dichiaratamente unionista tanto da schierarsi astensionista, al punto che anche ieri Luigi Brugnaro ha precisato: «Dopo 5 volte, anche basta».

PROPAGANDA

E mentre l’associazione “Una e Unica” raccomanda: “Il modo più efficace e più sicuro per sventare questa tragica prospettiva è non andare a votare”, i comitati per il ‘SI’ hanno aperto due «Infopoint»: nell’agenzia immobiliare «Essere a Venezia» nei pressi di Campo Santa Marina e un altro dalle parti delle Guglie.

LETTERA AL PRESIDENTE MATTARELLA

Un altro campo di scontro per la pubblicità elettorale è quella delle inserzioni a pagamento che, in teoria, dovrebbe essere garantita a tutte le parti in egual misura sotto la specifica “Messaggio elettorale a pagamento di…”.

I comitati per il ‘SI’, infatti, scontrandosi con una realtà diversa, sono arrivati persino a scrivere una lettera aperta al presidente Mattarella.

“E’ stata pianificata una pagina sulla stampa veneta, firmata dai comitati e associazioni per il SÌ, per invitare il Presidente della Repubblica, nonostante i pochi giorni rimasti, ad assumere qualche iniziativa che favorisca l’informazione dei cittadini e per evitare azioni di oscuramento del referendum da parte dell’amministrazione comunale”.

Inoltre: “+Mestre+Venezia si è inspiegabilmente vista rifiutare una campagna pubblicitaria a favore del SI sui mezzi della AVM SpA – Azienda Veneziana della Mobilità e controllata dal Comune di Venezia. Malgrado +Mestre+Venezia avesse un contratto regolarmente firmato dalla concessionaria pubblicitaria, è stata vietata la possibilità di informare i cittadini veneziani sui mezzi di trasporto pubblico”.

Riproduzione Riservata.

 

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