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Recuperati oggi, domenica, due corpi dal fiume Natisone, sono due ragazze. Tutto fa pensare che i corpi senza vita rispescati dai vigili del fuoco dalle acque del fiume Natisone siano quelli di Patrizia Cormos e Bianca Doros, travolte venerdì scorso dalla piena del fiume insieme all’amico Cristian Molnar. I corpi sono stati rinvenuti rispettivamente a circa 700 e 1000 metri dal punto dell’ultimo avvistamento. Ora all’appello manca solo il giovane Cristian.
Le operazioni di ricerca, che hanno visto impegnati elicotteri, droni e squadre di vigili del fuoco e Protezione Civile, sono riprese all’alba di domenica dopo una seconda notte senza esito. Sommozzatori e unità cinofile sono tornati a scandagliare le acque e a perlustrare le aree tornate asciutte. Nel frattempo, i familiari dei tre ragazzi, radunati vicino al punto del ritrovamento della borsetta di Patrizia e del cellulare con cui la giovane aveva chiamato i soccorsi venerdì, seguivano le operazioni con ansia. Con loro, una psicologa volontaria della Protezione Civile sta offrendo supporto e conforto in questi giorni di angoscia. Ma è l’intera comunità di Premariacco ad essersi mobilitata per portare cibo e bevande ai soccorritori e ai parenti dei dispersi.
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Scopri come fare
“Le ricerche proseguono con tutte le risorse disponibili. Non ci fermeremo finché non troveremo anche il terzo disperso. La speranza, seppur affievolita, è di trovarlo ancora in vita,” ha dichiarato all’Adnkronos Sergio Benedetti, vice comandante vicario dei Vigili del fuoco di Udine. “Le condizioni del fiume stanno migliorando, anche se lentamente, grazie alla diminuzione del livello dell’acqua. Ora c’è il sole, ma dobbiamo monitorare il tempo a monte. I corpi delle ragazze sono stati ritrovati a distanza l’uno dall’altro: il primo è stato recuperato dai vigili del fuoco specializzati in tecniche fluviali, mentre il secondo è stato individuato dai volontari della Protezione Civile.”
I tre ragazzi scomparsi portati via dal fiume in piena si tenevano abbracciati
Le ricerche continuano senza sosta, nella speranza, a questo punto, di un miracolo per il giovane ancora disperso.
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