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Una lite tra adolescenti si è trasformata in tragedia a Bologna, in via Piave, alle porte del centro. Fallou Serin Sall, 16 anni, è stato ucciso mentre cercava di difendere un amico durante un diverbio scoppiato per motivi futili. Il giovane, figlio di padre senegalese e madre italiana, è stato colpito a morte da una coltellata sferrata da un sedicenne italiano, arrestato poco dopo dalla polizia.
Testimoni sul posto hanno raccontato che Fallou si è messo tra i contendenti per proteggere un coetaneo bengalese, rimasto lievemente ferito. La madre di Fallou, distrutta dal dolore, ricorda le raccomandazioni fatte al figlio: “Gliel’ho sempre detto: se vedi dei guai, chiama la polizia, non intervenire”. Ma ieri sera Fallou ha deciso di agire, un gesto che gli è costato la vita.
La lite è esplosa nel vicino parco del Velodromo per motivi apparentemente banali: vecchie ruggini tra ragazzi del quartiere, incomprensioni e provocazioni che si trascinavano anche sui social. Il litigio è poi degenerato: dopo un inseguimento, l’aggressore ha estratto un coltello colpendo Fallou e l’amico.
Secondo alcune testimonianze, l’indagato si sarebbe trovato in difficoltà durante lo scontro e avrebbe reagito con l’arma per difendersi, versione che sarà valutata domani durante l’udienza di convalida davanti al Gip minorile. Le accuse al momento sono pesanti: omicidio, tentato omicidio e porto illegale di coltello.
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Sul posto, le urla strazianti hanno attirato i residenti, tra cui un’infermiera che ha tentato i primi soccorsi. “Quando siamo arrivati, c’erano ragazzi intorno, alcuni sembravano amici, altri forse gli aggressori”, ha raccontato una testimone. Purtroppo, per Fallou non c’è stato nulla da fare: il ragazzo è deceduto prima di arrivare all’ospedale Maggiore.
“Era un ragazzo solare, carismatico”, ricorda un compagno di scuola. Fallou frequentava l’Itis Belluzzi Fioravanti e giocava a football americano. La sua scomparsa ha scosso l’intera comunità bolognese, che oggi piange un giovane che aveva tutta la vita davanti.
Il sindaco Matteo Lepore ha espresso cordoglio e invita alla riflessione: “Questi episodi di violenza sono un grido di aiuto da parte dei nostri ragazzi. Dobbiamo fermarci e capire come il mondo degli adulti possa rispondere a questo grido”.
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