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Studentesse di 15-17 anni si prostituivano per 20 euro. Rapporti anche a scuola

Si sono rivolti alla comunità di
immigrati di Sant’Antimo (Napoli), Luigi e Rosa, genitori della
quindicenne Rosa, sparita dal paese alle porte di Napoli, lo
scorso 24 maggio. Vogliono notizie dell’uomo (pakistano o
bengalese, non è ancora chiaro), forse un trentenne, che secondo
loro avrebbe adescato e rapito la figlia. Accanto ai genitori
tutta la comunità di Sant’Antimo con in testa il sindaco Aurelio
Russo che oggi ha ospitato un tavolo operativo per raccogliere,
anche dai rappresentanti delle comunità ospiti nel centro del
Napoletano, tutte le notizie utili al ritrovamento della
ragazza. Nei giorni scorsi il gip del Tribunale aveva respinto
la richiesta di archiviazione da parte del pm chiedendo
ulteriori approfondimenti sulla vicenda: si era parlato anche di
cambiamenti nei comportamenti della ragazza e forse anche di un
inizio di un percorso di islamizzazione.
“Mia figlia è una ragazza buona e il mostro che l’ha adescata
su internet l’ha raggirata dicendo che voleva suicidarsi. Lei,
che è sempre pronta ad aiutare il prossimo, c’è cascata.
Sappiamo che i contatti sono continuati fino al giorno in cui è
sparita”, dice la mamma.
L’appello dei genitori e del sindaco è allargato quindi a
tutte le persone di Sant’Antimo che “sicuramente lo hanno visto
in giro – spiega il padre – visto che lui in alcuni dei contatti
sapeva come era vestita mia figlia e addirittura le ha scattato
qualche foto da lontano”. Durante l’incontro il sindaco ha
mostrato anche una foto nella quale si vede un uomo che potrebbe
essere il rapitore della ragazza.
I genitori hanno fatto anche riferimento a minacce e forse
abusi da parte dell’uomo nei confronti della figlia.

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