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Raffaella e Fabio della ‘Pasticceria Corona’ ritrovati in una bella Fossalta di Piave

Inseguendo Raffaella e Fabio, pasticceri persi a Mestre e ritrovati a Fossalta di Piave.

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Il viaggio goloso delle frittelle ci spinge a raggiungere Raffaella Condotta e Fabio Parpagiola a Fossalta di Piave, coppia che qualche mese fa ha lasciato Mestre, Viale San Marco e l’affezionata clientela della loro storica pasticceria, Corona, che li ricorda con nostalgia e che non può fare a meno, di tanto in tanto, di andarli a trovare in via della Speranza e di fare un buon rifornimento di pasticcini, focacce, sorrisi e prudenti abbracci. Ci spingiamo a sapere qualcosa di più del posto prescelto da Raffaella e Fabio e scopriamo che Fossalta di Piave, è un posto ricco di storia e molto interessante. Scopriamo che il nostro territorio offre appassionanti occasioni ecologiche, storiche e culturali.

Il Comune di Fossalta di Piave, nel suo portale istituzionale, spiega che ha adibito a parco fluviale un’area di circa 30.000 mq sita presso la Golena del Fiume Piave. L’area golenale, che è stata ripopolata con alberi tipici della zona, è stata sistemata per fini ludico-ricreativi e attrezzata in modo da essere fruibile a tutti. Meta attrezzata del turismo domenicale e degli sportivi, presenta una varietà di boschetti, radure, prati e macchie di arbusti che sono il risultato del rimboschimento naturale della golena e del progressivo ritorno al selvatico di colture preesistenti. L’intervento dell’uomo si è limitato alla ripulitura da sterpi e rifiuti e alla creazione spontanea, ad opera dei primi visitatori, dei percorsi in terra battuta ora comunemente praticati. Il percorso nel territorio golenale fossaltino dell’Ippovia del Piave, già usufruibile quale itinerario della memoria, che permette a tutti gli amanti della natura di trascorrere qualche ora lontano dalla frenesia cittadina lungo le rive del Piave, integrandosi armonicamente con il progetto del Parco.

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Scopri come fare

“Fossalta me la ricordavo ridotta dalle bombe a cumuli di macerie, al punto che neppure i topi ci potevano abitare”. Così scrisse Ernest Hemingway sul “Daily Star” di Toronto  nel luglio del 1922. L’articolo, intitolato “Visita di un reduce al vecchio fronte”, venne scritto quattro anni dopo la tragica notte tra l’8 e il 9 luglio del 1918 quando – una ventina di giorni prima del suo diciannovesimo compleanno – venne colpito dalle schegge dell’esplosione del colpo di un mortaio austriaco a corta gittata.
Il giovane Hemingway, volontario arruolatosi  durante la prima guerra mondiale come autista d’ambulanza  della sezione statunitense della Croce Rossa (era stato escluso dai reparti combattenti a causa di un difetto alla vista), cercò di mettere in salvo i feriti, quando fu colpito alla gamba destra da proiettili di mitragliatrice che gli penetrarono nel piede e in una rotula. Il luogo in cui lo scrittore fu ferito è  noto come “Buso Burato”. Lì, l’acqua del Piave si dirige verso Fossalta, seguendo una linea di anse disegnate a “elle”. E lì, tra le due sponde del fiume, c’era la prima linea, con gli austriaci appostati sulla riva sinistra.

Hemingway arrivò a Fossalta di Piave il 24 giugno 1918, appena conclusa la Battaglia del Solstizio e le strade del piccolo paese parevano un cimitero a cielo aperto. Quelle due settimane in cui rimase lì, fino alla notte del ferimento, segnarono in profondità la sua vita. Oggi una stele, posta lungo l’argine di Fossalta del Piave, ricorda il luogo dove Hemingway fu ferito. Per mantenere viva la memoria  della “guerra Granda” e del legame con il celebre scrittore americano, la municipalità ha realizzato un ecomuseo intitolato “La guerra di Hemingway”.
Gratta gratta, si comprendono i motivi del trasferimento da Mestre a Fossalta della pasticceria Corona, che da via della Speranza, si è inserita in un habitat ricco di storia e di suggestioni ecologiche a largo raggio, dove trova accoglienza e respiro, fra gli elementi naturali dell’acqua e del verde, il richiamo e il profumo fragrante e seducente delle frittelle veneziane, protagoniste a tutto titolo, della storia e della cultura dei nostri territori.

Andreina Corso
Andreina Corso
Cittadina 'storica' di Venezia, si occupa della città e della sua cronaca. Giornalista, insegnante, autrice letteraria, poetessa.
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