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Parliamo dell’Imu, l’Imposta Municipale Unica, che quest’anno inciderà in maniera significativa sulle tasche dei proprietari di seconde case e abitazioni di lusso. Quanto ci costerà l’Imu?
Secondo il Servizio politiche economiche, fiscali e previdenziali della UIL, per una seconda casa situata in una città capoluogo, il costo medio sarà di 1.022 euro, con picchi che superano i duemila euro nelle grandi città.
Ancora più pesante è il carico per le abitazioni principali considerate di lusso, dove l’imposta patrimoniale media si attesta a 2.531 euro, con un’aggiunta di 99 euro per le relative pertinenze.
L’analisi, contenuta nel Rapporto Imu 2024, a cura del Servizio politiche economiche, fiscali e previdenziali della Uil, evidenzia differenze marcate tra le varie città italiane e le diverse zone del Paese. In particolare, nel Nord Ovest, il costo medio annuo dell’Imu è di 1.027 euro, mentre nel Nord Est sale a 1.060 euro. Nel Centro Italia, la media raggiunge 1.144 euro, mentre nel Sud e nelle Isole si registra un costo medio inferiore, rispettivamente pari a 982 euro e 829 euro. Questa disparità riflette il diverso valore degli immobili nelle diverse aree del Paese.
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Concentrandoci sulle seconde case, tra le città più costose troviamo Roma, con un valore medio annuo di 2.135 euro, seguita da Siena con 1.937 euro e Padova con 1.770 euro. Al contrario, le città meno care sono Catanzaro, con un costo medio di 509 euro, seguita da Messina con 519 euro e Caltanissetta con 549 euro.
Per quanto riguarda le abitazioni principali di lusso, la città più cara è Grosseto, dove l’Imu arriva a 6.828 euro, seguita da Milano con 5.966 euro e Roma con 5.774 euro. Le città meno costose sono Cremona, con 967 euro, Messina con 1.018 euro e Ragusa con 1.083 euro.
Nella categoria delle pertinenze delle abitazioni principali di lusso, ai primi posti per costo ci sono Napoli, Agrigento e Ancona, mentre le città meno care sono Trento, Belluno e Sondrio.
Secondo la segretaria confederale della UIL, Vera Buonomo, “Il nostro rapporto sull’Imu mette in luce la necessità urgente di una riforma strutturale del catasto per garantire una tassazione più equa sugli immobili in Italia”. Buonomo sottolinea che questa riforma, seppur spesso annunciata, non è mai stata attuata. È fondamentale, dice, “realizzare una riforma con attenzione, assicurando che non si traduca in un aumento del carico fiscale complessivo generalizzato, ma piuttosto in una redistribuzione più giusta delle imposte sugli immobili”.
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seconde case… quando io non ho neanche la prima… ancora in affitto a 67 anni… che Italia…