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lunedì 18 Ottobre 2021

Quando i social uccidono: agente suicida, era continuamente insultato dai leoni da tastiera

HomesuicidioQuando i social uccidono: agente suicida, era continuamente insultato dai leoni da tastiera

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La tragedia si è consumata nel cuore della notte.

Alla fine del turno di notte in un comune della Bergamasca G.L., 44 anni, agente della Polizia locale di Palazzolo, in provincia di Brescia, non è tornato a casa e ha smesso di rispondere al cellulare.

Il motivo di questo silenzio è stato trovato poco dopo, sull’auto di servizio.

Ha fatto tutto da solo, mettendo fine alla sua esistenza con la pistola d’ordinanza nel parcheggio del comando del paese dove lavorava da anni.

Nessuno si aspettava un gesto così, nemmeno i colleghi, gli amici, la ex compagna.

Da alcuni giorni però l’uomo si stava difendendo dagli attacchi social, dalle polemiche in rete e dalle critiche dei leoni da tastiera.

L’agente era infatti finito al centro di un caso per aver parcheggiato l’auto della Polizia locale su un posto riservato ai disabili a Bergamo.

La vettura era stata fotografata e lo scatto pubblicato sulla pagina Facebook dell’associazione bergamasca Anmic.

La foto aveva scatenato la rabbia e frustrazioni collaterali come solo internet riesce a volte a partorire.

G.L., siciliano di origini, aveva chiesto scusa e aveva anche versato alla stessa associazione un’offerta pari al doppio della multa che avrebbe preso se avesse parcheggiato in quell’area riservata ai disabili con l’auto personale. Non era bastato, le critiche furiose non si placavano.

G.L. non ha lasciato biglietti per spiegare il gesto estremo e solo lui sa perché ha premuto il grilletto della sua arma.

“Sento quanto avvenuto questa notte come uno dei più grandi fallimenti umani e professionali da quando sono sindaco. Non aver capito o interpretato segnali, ammesso ce ne siano stati e non essere riuscito a intervenire con un supporto lascia tanta disperazione e amarezza” è il commento del sindaco di Palazzolo Gabriele Zanni.

“Purtroppo – aggiunge il primo cittadino del paese bresciano – le motivazioni di un gesto tanto drammatico ormai le può conoscere solo Gian Marco e per rispetto a lui è inutile e insensato fare congetture”.

Il sindaco traccia poi il profilo dell’agente di polizia: “Rimane il ricordo per un uomo di valore. Che ha sempre cercato di onorare la divisa che indossava, senza mai cercare scusanti, ma assumendosi in pieno le sue responsabilità. Sempre corretto e disponibile con i colleghi e con la cittadinanza. Forse sensibile a tal punto da non aver retto la sofferenza che probabilmente per varie ragioni portava dentro di sé”.

Per il sindaco si tratta di “una tragedia che lascia tutti noi a Palazzolo sconvolti e con una tristezza immensa nel cuore. Ci stringiamo nel dolore ai famigliari, amici e colleghi”.

Quello dell’agente di Palazzolo è solo l’ultimo caso di drammi che nel Bresciano hanno toccato la Polizia locale negli ultimi anni. Ad agosto del 2017 era accaduto al comando della Locale di Darfo, dove una agente donna si era tolta la vita con la pistola d’ordinanza nello stesso identico modo, e nei locali dello stesso comando, dove un collega si era suicidato nel luglio del 2013.

Nel 2018 era invece accaduto a Desenzano del Garda con un agente di 40 anni, da 15 in servizio, che si era suicidato nello spogliatoio del comando.

Anche un’altra donna in divisa, 39enne agente a Travagliato, si era tolta la vita nello spogliatoio della sede della Polizia locale del paese della Bassa bresciana dove lavorava. Aveva indagato su alcuni colleghi e, si disse, non aveva retto alle pressioni dell’ambiente.

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