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Ricordo con infinita nostalgia il tempo in cui il collegamento con le isole e le altre località lagunari avveniva ancora esclusivamente tramite delle belle e comode motonavi – quali, fra le altre, l’ “Altino”, l’ “Eraclea” e l’ “Aquileia” – grazie alle quali il viaggio, anche limitandosi soltanto a esso senza mai scendere ai diversi approdi che esse facevano lungo il percorso, ti riservava sempre, di per sé, un’esperienza unica e indimenticabile.
A differenza delle attuali, le motonavi di un tempo, infatti, in virtù dello spazio offerto dai loro diversi e ampi ponti consentivano al passeggero, durante il viaggio, non solo di muoversi a proprio piacimento e scegliere il posto che più gli aggradava a seconda delle proprie preferenze, ma anche al fine di guardarsi agevolmente intorno e godersi appieno lo spettacolo della Laguna.
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Scopri come fare
Ciò che oggigiorno non è più possibile, invece, a causa della infelice e discutibile scelta da parte dell’Actv, di qualche tempo addietro, di adibire al collegamento con le isole e le altre località lagunari delle nuove motonavi forse più moderne e veloci, ma notevolmente meno capaci di quelle di un tempo. E a bordo delle quali, di conseguenza, non ti è consentito di muoverti e guardarti intorno più di tanto, come invece più di qualche passeggero, in specie se in vacanza, è molto probabile che desidererebbe senz’altro fare: non foss’altro per riportare possibilmente a casa qualche bella foto-ricordo della suggestiva e affascinante traversata.
Enzo Pedrocco
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Ricordo delle motonavi cariche di veneziani. Mi riferisco in particolare a quella del Lido (perchè anche il Lido è un’isola, ricordiamolo). Motonavi e battelli pieni di mamme e nonne che tornavano dalle spiagge con i borsoni di contenitori di cibo pieni all’andata e vuoti al ritorno. Motonavi in cui non potevi propriamente goderti il panorama ma anzi facevi fatica a sederti, nonostante la stanchezza.
Ora il disco è cambiato nel senso che i battelli, e con essi le motonavi, sono stracariche di turisti e di valigioni. Vige un enorme senso di maleducazione, con gente che mette piedi sulle sedie, dove poi dovresti sederti tu, di turisti che riempiono i corridoi e pure i posti a sedere di borsono, trolley e chi ne ha più ne metta. Questi sono i battelli ora.
Stessa calca, diversa frequentazione. Godersi il panorama? Solo ad ore disumane. Questa la mia esperienza di residente veneziano.
…..per non parlare poi che in motonave ti potevi anche “gustatevi paesaggio con un bicchiere o un gelato visto che c’era il bar……ADESSO È SOLO UNA QUESTIONE DI NUMERI,TURISMO DI QUANTITÀ
Lettera ineccepibile…le motonavi erano una favola, ma oggi basterebbero a portare tutti i turisti???
E poi farei una domanda scomoda…ci siamo chiesti se le isole hanno la capacità di ricevere tutti queste persone???
Questo per dire che non è opportuno e non serve aumentare le corse e mettere bis, dandoli a aziende private amiche, perché il territorio è in agonia.
Esatto , i battelli foranei non sono sufficienti a trasportare l’enorme flusso di turisti che da qualche anno hanno scoperto come meta Burano con grande disagio degli abitanti lavoratori e studenti che già alla mattina presto devono sobbarcarsi un viaggio stretti come delle sardine , le motonavi dicono che non possono più viaggiare per il pescaggio …..ora però corse bis saranno affidate a un appaltatore privato ….