Punto sfreccia con targhe coperte e tenta di investire carabiniere. Inseguimento da brivido in via Martiri

ultimo aggiornamento: 17/08/2016 ore 06:24

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Fiat Punto sfreccia con targhe coperte e tenta di investire carabiniere. Inseguimento da brivido in via Martiri

Vigilia di Ferragosto, 4 del mattino. Una fiat punto che sfreccia a forte velocità, con le targhe coperte da della stoffa (si è scoperto più tardi che i due occupanti avevano usato le loro magliette per coprire le targhe) mette in allarme la pattuglia del nucleo operativo e radiomobile della Compagnia Carabinieri di San Donà di Piave al posto di blocco di via Silvio Trentin.

L’inseguimento è durato ben oltre mezz’ora, nel corso del quale l’auto pirata con a bordo chissà quali fuggitivi ha creato inevitabilmente pericolo alla circolazione stradale, percorrendo anche diversi chilometri contromano all’altezza di via Martiri delle Foibe con direzione San Donà di Piave e ponendo in atto tutta una serie di manovre evasive a velocità sostenuta, sempre nella fascia di territorio tra San Donà di Piave e Noventa di Piave.

Il mezzo addirittura si fermava ad un certo punto sul bordo della carreggiata per poi ripartire a razzo tentando di investire il carabiniere capo equipaggio che nel frattempo era uscito dalla gazzella per controllare l’auto. Fortunatamente il militare riusciva ad evitare l’impatto, spostandosi dalla traiettoria e gettandosi a terra.

A quel punto il militare ha estratto la propria arma ed ha fatto fuoco, esplodendo alcuni colpi di pistola diretti alle ruote del veicolo. I colpi andavano a segno colpendo la ruota posteriore sinistra e parte della fiancata. Il mezzo in fuga però, nonostante gli spari e la gomma forata, cercafa di fuggire ancora, finché non veniva bloccato in una strada senza uscita, in via Cabruna.

Capendo di essere chiusi i malviventi tentavano la mossa della disperazione invertendo il senso di marcia ma cosi facendo sono stati speronati dall’auto dei militari: la fuga era ormai terminata.

Dalla modalità della fuga, dalla copertura delle targhe e dal fatto che nonostante l’esplosione dei colpi di pistola il veicolo avesse proseguito la sua marcia, i carabinieri credevano di trovarsi di fronte pericolosi criminali in fuga.

In realtà, gli occupanti venivano identificati in T.CHRISTIAN, che era alla guida, residente in provincia di treviso, classe 1997, incensurato e B.F:, incensurato, residente anch’egli nel trevigiano classe 1999.

L’auto intestata ad una terza persona non risultava rubata, ma aveva tutti i documenti in regola. Il 19enne era possessore di regolare patente di guida, un mistero quindi il motivo per cui alla vista dei militari i due giovani siano schizzati via.

Nessuno dei due, alla fine, riportava lesioni, quindi i giovani venivano condotti in caserma con un’altra autovettura che nel frattempo era sopraggiunta, dal momento che entrambi i veicoli a causa della collisione non camminavano più.

In caserma di Via Carbonera, informato il PM di turno, colui che era alla guida è stato dichiarato in stato di arresto per resistenza a P.U. e lesioni personali, mentre il minorenne per lo stesso reato in concorso è stato denunciato. Il militare, invece, che ha dovuto rivolgersi al pronto Soccorso, veniva dimesso con 8 giorni di prognosi a causa delle ferite riportate a seguito della caduta.

Nel processo per direttissima T.Christian è stato condannato ad 1 anno e 2 mesi con sospensione condizionale della pena, ma i militari sono tutt’ora alla ricerca di elementi che giustifichino questa rocambolesca e disperata fuga dato che, al momento, da parte dei ragazzi non si hanno avuto alcune giustificazioni.

C’è da sottolineare che l’arrestato inoltre, sottoposto all’etilometro, è stato trovato positivo con un valore di circa 0,3, che gli avrebbe comunque comportato la sospensione della patente, essendo un neopatentato,a certo si trattava di niente in confronto ai guai che si è procurato dopo.

La tesi più avvalorata è quella della bravata di due ragazzi, che forse avevano deciso di ricorrere alla copertura delle targhe per sfuggire agli autovelox, ma è stata una bravata che per la sua modalità avrebbe potuto avere un epilogo molto più grave.

pp | 16/08/2016 | (Photo d’archive) | [cod fugasando]

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