Prove di cambiamento per il Pd, l’ampia coalizione con Baretta per Venezia

ultimo aggiornamento: 27/07/2020 ore 09:56

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Prove di cambiamento per il Pd, l'ampia coalizione con Baretta per Venezia

La scritta “Baretta sindaco” sullo sfondo verde del simbolo del Pd ufficializza martedì, 14 luglio, il candidato sindaco alle comunali del partito più importante della coalizione di centrosinistra contro quello uscente.

Ripresentato anche il programma, quello dei cento tavoli, già sintetizzato per punti a novembre scorso all’hotel Russott di Mestre, alla presenza del segretario nazionale del partito Nicola Zingaretti.
Ambiente, lavoro ed economia, in contrasto con la monocultura turistica. Welfare e servizi sociali, residenzialità e politiche abitative sono i temi principali. Giuseppe Saccà del Pd, oggi candidato che ha scritto parte del programma, dice che dopo l’emergenza Covid il Pd si è dovuto interrogare se quei punti fossero ancora validi alla luce di quanto accaduto. «Con nostra sorpresa si sono rivelati del tutto fondati – afferma – La pandemia ha semmai fatto esplodere criticità che già i cento tavoli avevano messo in evidenza». L’attrezzatura c’è, i programmi della coalizione sono condivisi.
«La squadra di cui Pier Paolo Baretta è il capo cannoniere, farà gol a settembre», dice il consigliere Emanuele Rosteghin.

All’Officina del gusto di Mestre, martedì, a presentare i lavori di questa «strana campagna elettorale» in cui non è concesso avvicinarsi e stringersi la mano, dice Baretta, oltre a lui in sala ci sono Giorgio Dodi, segretario comunale del Pd, Valerio Favaron, segretario metropolitano, Monica Sambo capogruppo Pd in Consiglio comunale, Emanuele Rosteghin, consigliere comunale, Maria Teresa Menotto, Alessandro Strozzi della Municipalità del Lido, Marisa Gruarin e Giuseppe Saccà.

IL CAMBIAMENTO
«C’è una diffusa domanda di cambiamento, una sensazione di inadeguatezza – attacca il candidato sindaco – parlate con le persone e lo percepite. Era presente prima, ora è impellente, la sensazione che ci sia bisogno di un’altra possibilità per Venezia. Dopo quanto è successo dobbiamo dare risposta a questa domanda. Si era diffusa l’idea che a questa necessità non si potesse dare adeguata risposta. La coalizione che abbiamo messo assieme è la prova che l’alternativa c’è».

L’AMBIENTE
Baretta parla di una visione. «I 17 punti del programma per un’Europa sostenibile 2030 sono il segno di essa». Venezia per Baretta ha le carte per essere una delle città più green del mondo. L’ambiente come riferimento della capacità di costruire una città sostenibile, e la laguna come punto che unisce. Attorno alla laguna, dice il candidato, sottosegretario all’Economia del governo Conte, vivono 300 mila persone.

«Venezia è sostenibile e accogliente e gli ospiti devono tenere conto che è una città viva e partecipata. Serve un sindaco, l’avete trovato – afferma -. Una giunta vera e un assessore alla Cultura. Un consiglio comunale partecipato, quando oggi le opposizioni soffrono emarginate nella normale dialettica, e delle Municipalità con spazi di autonomia finanziaria. Dico questo – afferma – non perché Brugnaro non lo fa, ma perché ne sono convinto io».

IL TURISMO
Programmazione e prenotazione, le parole d’ordine del turismo, «serve ma va regolato». Chi viene dalla mattina alla sera potrebbe pagare la tassa di soggiorno. Non significa rinunciare al turismo ma dilatarlo nell’arco dell’anno, afferma Baretta. Ruolo della Marittima e del porto, «sbagliato metterlo in difficoltà, non importa se piace o non piace chi governa, c’è una responsabilità nel frenare l’attività appena ripresa dopo l’emergenza». Stazione di Mestre, «snodo dei servizi e della mobilità interconnessa. Si pensa alla mobilità sotterranea, è un’idea – per Baretta -. Resta pur sempre uno snodo logistico decisivo nei flussi di traffico. Ma è anche zona di degrado, per questo accanto ai controlli va ripresa la vita di quartiere e ripristinata la residenzialità». Il Comune deve dare esempio a partire dalle case pubbliche, dice il candidato sindaco del Pd, e sostegno fiscale ai proprietari che affittano case ai residenti per periodi lunghi.

RECOVERY FUND TRAINO PER VENEZIA
A salutare il collega in videoconferenza il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Andrea Martella. «Tante battaglie fatte sembravano impossibili – dice a Baretta – ce l’abbiamo fatta anche quando le cose erano complicate. È il momento di rilanciare Venezia a livello europeo con il recovery fund. Dobbiamo fare in modo di agganciare alle risorse europee anche questa città». Nei 5 anni di amministrazione Brugnaro il Pd ha potuto studiare, fare riflessioni, racconta Giorgio Dodi. «La sicurezza non è migliorata, non sono aumentate le opportunità per artigiani, commercianti, né aumentati i servizi per i cittadini. Non abbiamo altri 5 anni a disposizione, si rischia che la città non ne esca viva, la situazione è al limite. Abbiamo scelto un candidato di altissimo livello. Attorno a Pier Paolo stiamo costruendo una squadra che valorizzi il lavoro dei consiglieri, dei circoli, delle Municipalità, delle esperienze associative in ambito civico e in quello sindacale. Ciascuno è al servizio di un progetto: la salvezza della città».

È stato il Covid a mettere a nudo le scelleratezze fatte finora, per Maria Teresa Menotto del Pd. «Chi doveva riprendere la propri vita non ha trovato nessuna strategia, tranne la ricerca continua di una responsabilità altra a giustificare l’inadeguatezza». Partire dalle azioni concrete dice: mobilità sostenibile, intermodalità, piano della mobilità acquea, rigenerazione del verde per farne parte integrante degli edifici in cui si vive e si lavora. Ripristino di servizi sociali, «smantellati a furor di sicurezza», interazione con l’Ulss 3 per il problema dell’integrazione socio sanitaria, progettazione delle politiche giovanili e per i bambini. «Se una città è per i bambini e le donne è una città sicura», dice Menotto.

IN CONSIGLIO COMUNALE
L’ambiente è stato filo conduttore dei temi del Pd anche in Consiglio comunale, ricorda Monica Sambo. Da San Giuliano al Lido fino al nido Millecolori che è argomento di questi giorni. «Quando mi viene chiesto come posso descrivere il nostro candidato Pier Paolo Baretta, parlo della capacità di ascolto che lo distingue, in una città dove sono mancati gli spazi per l’aggregazione e l’incontro. Per l’asilo Millecolori, non ascoltando il territorio, è stata necessaria una nuova delibera e il riconoscimento di crediti al privato. Le conseguenze le pagano i cittadini.

«In questi anni – dice Sambo – invece di avvicinarsi all’idea della città in 15 minuti, i servizi sono diminuiti. I cittadini non stanno meglio. Si è spostato il problema dello spaccio in via Piave altrove, e ora stanno peggio altri territori». E sul turismo: «dopo mesi che sollecitiamo di riaprire i musei per rilanciare la qualità, non c’è stata risposta. Tanti operatori, albergatori e commercianti – conclude – ci chiedono di non tornare come prima».

Infine l’impegno di Baretta: «se vengo eletto sindaco rinuncio a ogni impegno romano». Anticipazioni sulle liste: consiglieri di municipalità si preparano al salto in Consiglio comunale. Ci sono nomi che provengono da Un’altra città possibile, tra cui Rosanna Marcato, e dalla Cgil: l’avvocato Leonello Azzarini candidato in Consiglio comunale. Mercoledì 15 luglio in via Pescheria Vecchia 2, angolo piazza Ferretto, è il turno della lista Verde e progressista per la presentazione del simbolo e il sostegno a Baretta. Con Anna Messinis, Gianfranco Bettin e Gianluca Trabucco.

A.G.

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